'L’allergia verso chi non si conforma al regime modenese, instaurato dal PD in una lunghissima (ottant’anni) gestione del potere, è noto e insinuare qualche dubbio sull’efficacia delle azioni messe in campo dal PD lo si fa a rischio e pericolo di essere accusati di apostasia, di ribellione contro il sistema. Ed è quello che è accaduto al Comitato civico “Modena Merita di Più”, che ha osato promuovere per giovedì 23 aprile 2026 alle ore 20.30 presso la Sala degli Ulivi una serata di approfondimento e confronto sul tema bollente della sicurezza dal titolo 'Sicurezza Urbana: Il Modello Ferrara'. A Modena i risultati sugli interventi per la sicurezza non danno certamente forma ad un modello esportabile, per cui la proposta di esaminarne uno, che applicato in altra Città ha prodotto buoni esiti, sembrerebbe una iniziativa che rientra nelle normali prassi di studio, di acculturamento, del tutto conforme al ruolo di una lista civica cittadina. Così è dappertutto, ma non a Modena, dove scoprire il dentino dell’inarrestabile insicurezza, porta il consigliere comunale del PD, Manicardi, a parlare di “scorrettezza verso la polizia locale”, a fronte di una realtà che accusa soltanto la politica modenese di incapacità a contenere un fenomeno che si aggrava di giorno in giorno'.
A parlare è il consigliere comunale Maria Grazia Modena.'D’altra parte, nessuna meraviglia per il rifiuto all’ascolto e all’approfondimento di altre “esperienze” di successo prima di mettere in campo determinate azioni politiche. E’ stato così anche nel caso della modifica “mezzettiana” della raccolta dei rifiuti:.un passo indietro con la decisione del ritorno ai cassonetti, rispetto a corrette metodologie di raccolta differenziata porta a porta applicate con successo, risparmio e consenso in altre parti del Paese (Forlì, Faenza, Trento, Novara e altre). Inutilmente in Consiglio comunale proposi di “studiare” il “modello romagnolo” e una Conferenza su quel tema con un illustre ed esperto tecnico fu disertata dai politici locali di maggioranza (e minoranza). Almeno in quell’occasione nessuno ebbe la sfrontatezza di accusarmi di “scorrettezza” verso nessuno. Sono tutte lezioni che il PD non riesce a raccogliere per la spocchia da primo della classe che lo perseguita. Quando crollerà sarà un tonfo. Forse un po’ di umiltà, riconoscendo la bontà e la buona fede di chi mette il bene comune prima di quello individuale e di classe, spinto solo dall’interesse verso la comunità, che è caratteristica di chi pratica il “civismo”, non farebbe male alla Città, né a chi la governa.


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