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Lavoro, le coop falliscono e scappano, loro senza TFR da due anni

Lavoro, le coop falliscono e scappano, loro senza TFR da due anni

Circa 250 i lavoratori che dopo il fallimento delle quattro cooperative per cui lavoravano, vantano un credito da un milione di euro


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La storia è sempre quella. Cooperative di lavoratori di somministrazione di manodopera che chiudono i battenti all’improvviso, dichiarano fallimento, o spariscono senza farlo, lasciando una grande quantità di contribuiti ai lavoratori, su tutti il TFR, non versati. Quando accade, trattandosi di realtà che operano al servizio di grandi aziende soprattutto per industria alimentare ma anche della logistica e dei trasporti, gli operai solitamente non rimangono senza lavoro, ma vengono assunti da cooperative che subentrano a quelle precedenti fallite.  Queste ultime però non hanno alcuna responsabilità sul pregresso. Cosi per i lavoratori inizia un lungo calvario nel tentativo di recuperare il dovuto. Tra contributi e TFR non versati. Sono circa 250 quelli rappresentati dai Si cobas che martedì hanno espresso il loro disagio in una protesta davanti all'ingresso della Prefettura. Testimoni e vittime di 4 casi analoghi. Riferite rispettivamente a 4 cooperative inadempienti, fallite o sparite, operanti per altrettante aziende del settore carni. Alcuni devono ricevere 2.500 euro, altri anche 15.000, per un totale di circa 1 milione di euro in TFR non versato.

Nell’ipotesi di fallimento il curatore deve acquisire tutta la documentazione per ogni lavoratore creditore, ma la cosa non è facile, soprattutto per cooperative che spesso spariscono, e la responsabilità in solido prevista per legge da parte della committenza spesso non scatta.
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E le cose, già complicate in caso di fallimento, si complicano ulteriormente quando le cooperative, diverse delle quali trasformate anche in s.r.l., spariscono o chiudono senza fallire. In questi casi per definizione,n il curatore fallimentare può operare. Ma non solo: anche nel caso in cui il fallimento viene riconosciuto, e tutte le procedure falljmentari vengono portate avanti,ed il saldo a credito, dopo un percorso di anni, formalmente arriva nel fondo Inps che deve erogarlo, l’attesa continua. Testimoni due operai che davanti alla Prefettura affermano di non avere ricevuto nulla nonostante la conferma, al termine di due anni di attesa, il  31 marzo scorso, che all'Inps, i  soldi, ci sono.
Questa ed altre analoghe situazioni saranno portate e discusse in un nuovo incontro previsto il prossimo 8 maggio in Prefettura alla presenza del curatore fallimentare in rappresentanza dei 250 lavoratori che da anni attendono giustizia ed i soldi che a loro spettano

Gi.Ga.

 

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