Le parole del presidente Vincenzi hanno aperto la presentazione del volume “Accudire l’acqua e la terra: storia recente del Consorzio della Bonifica Burana”, pubblicato da Franco Maria Ricci e presentato nella sede dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena, in corso Vittorio, a due isolati, sullo stesso corso, dal palazzo dove ha sede il Consorzio. Un’opera che ripercorre il periodo 2011-2025, gli anni in cui Vincenzi ha guidato il Consorzio attraverso terremoti, alluvioni, siccità estreme e una crescente frequenza di eventi climatici violenti.All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, Giorgio Pighi, presidente dell’Accademia; la sottosegretaria regionale Manuela Rontini; il presidente della Fondazione di Modena Matteo Tiezzi; il segretario della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola Cosimo Quarta; Massimo Tonioni della Fondazione di Vignola; il direttore editoriale di FMR Edoardo Pepino; l’onorevole Daniela Dondi; l’autore del volume Achille Lodovisi; i vicepresidenti Burana Luigi Maccaferri e Manuel Quattrini; il professor Attilio Toscano (UNIBO); il direttore generale ANBI Massimo Gargano e l’europarlamentare Stefano Bonaccini.
“Territorio fragile, urbanizzazione spinta: la sicurezza idraulica è sempre più complessa”
Nel suo intervento, Vincenzi ha ricordato come la trasformazione della pianura modenese e mirandolese sia stata possibile solo grazie a un’opera secolare di bonifica, oggi spesso data per scontata.Determinante per la realizzazione dei progetti, è stato il PNRR, ma tanto più decisiva lo è stata la capacità di farsi trovare pronti, con progetti definiti, nel momento in cui l'occasione di ricevere finanziamenti si è verificata. Capacità fondamentale che si è dimostrata anche sul fronte realizzativo. Il Consorzio di Bonifica oggi non solo è uno degli enti che è riuscito a produrre progetti finanziabili per un importo così alto, ma ha anche raggiunto il traguardo di riuscire a realizzarli tutti, anche i più complessi, nel limite imposto al 2026.
Un elemento sottolineato della parlamentare Daniela Dondi. Una capacità che - ha detto - 'non abbiamo visto in egual modo in altre istituzioni'
PNRR: oltre 200 milioni per opere strategiche
Il periodo raccontato nel volume è stato anche quello delle grandi opportunità.«La migliore convivenza tra l’uomo e l’ambiente non può essere un caso – ha sottolineato Vincenzi – ma il frutto di un’opera incessante, attenta e competente». Un equilibrio delicato, quello tra ordinario e straordinario, che il volume di FMR prova a restituire attraverso immagini, testimonianze e analisi tecniche.
Un racconto che diventa monito
La presentazione del libro si è così trasformata in un momento di confronto e prospettiva sulle sfide che insieme a quelle del Consorzio, cono quelle di un intero territorio: un invito a riconoscere la vulnerabilità del territorio e la necessità di opere che spesso restano invisibili, ma che determinano la possibilità stessa di vivere, produrre e crescere in queste terre.

