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'Le opere idrauliche non sono un optional, ma la condizione per vivere in questo territorio'

'Le opere idrauliche non sono un optional, ma la condizione per vivere in questo territorio'

La presentazione dell'ultimo libro di immagini sugli ultimi 15 anni di storia e attività del Consorzio Bonifica Burana, occasione per un convegno sulle sfide (per buona parte vinte), dell'ente presieduto da Francesco Vincenzi


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'Purtroppo ancora oggi non c’è piena consapevolezza del legame tra l’abitabilità e la produttività di queste terre così vulnerabili'. Parte da questa considerazione il presidente del Consorzio della Bonifica Burana e di ANBI, Francesco Vincenzi, per raccontare gli ultimi quindici anni di lavoro in uno dei territori più fragili d’Italia. Un territorio che, ricorda, 'solo grazie all’intervento dell’uomo è diventato una delle aree agricole più avanzate d’Europa, ma che continua a richiedere opere costanti, manutenzioni e investimenti per non tornare alla sua condizione naturale di instabilità idraulica'. Parole che arrivano a poche settimane dalla presentazione del forte stato di avanzamento delle grandi opere finanziate dal PNRR, per un totale di 200 milioni, a partire dal grande impianto di Cavaliera a Bondeno (che da solo ne vale 68), al servizio di tutta la pianura. Opere che da anni sono necessarie non solo per la vita e lo sviluppo del mondo agricolo ma che difendono il territorio dal rischio alluvione e, nel caso di inondazioni, aiutano a ridurre i danni, smaltendo le acque.
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Funzioni sempre più difficile in un contesto climatico che spesso registra fenomeni estremi concentrati in periodi più stretti di tempo.
Le parole del presidente Vincenzi hanno aperto la presentazione del volume “Accudire l’acqua e la terra: storia recente del Consorzio della Bonifica Burana”, pubblicato da Franco Maria Ricci e presentato nella sede dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena, in corso Vittorio, a due isolati, sullo stesso corso, dal palazzo dove ha sede il Consorzio. Un’opera che ripercorre il periodo 2011-2025, gli anni in cui Vincenzi ha guidato il Consorzio attraverso terremoti, alluvioni, siccità estreme e una crescente frequenza di eventi climatici violenti.All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, Giorgio Pighi, presidente dell’Accademia; la sottosegretaria regionale Manuela Rontini; il presidente della Fondazione di Modena Matteo Tiezzi; il segretario della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola Cosimo Quarta; Massimo Tonioni della Fondazione di Vignola; il direttore editoriale di FMR Edoardo Pepino; l’onorevole Daniela Dondi; l’autore del volume Achille Lodovisi; i vicepresidenti Burana Luigi Maccaferri e Manuel Quattrini; il professor Attilio Toscano (UNIBO); il direttore generale ANBI Massimo Gargano e l’europarlamentare Stefano Bonaccini.

“Territorio fragile, urbanizzazione spinta: la sicurezza idraulica è sempre più complessa”

Nel suo intervento, Vincenzi ha ricordato come la trasformazione della pianura modenese e mirandolese sia stata possibile solo grazie a un’opera secolare di bonifica, oggi spesso data per scontata.
'Si tratta di terre economicamente attrattive, dove la spinta urbanistica è eccezionale – ha spiegato – e questo rende ancora più complessa la salvaguardia idraulica'.Un contesto in cui il Consorzio non si è mai fermato: né durante le siccità più dure, né durante le alluvioni di Secchia e Panaro, né dopo il terremoto che ha devastato impianti e canali, né nei mesi della pandemia, quando l’attività irrigua e di scolo è proseguita senza interruzioni per garantire sicurezza e continuità produttiva.Capacità progettuale e realizzativa per accedere con volumi record ai fondi PNRR
Determinante per la realizzazione dei progetti, è stato il PNRR, ma tanto più decisiva lo è stata la capacità di farsi trovare pronti, con progetti definiti, nel momento in cui l'occasione di ricevere finanziamenti si è verificata. Capacità fondamentale che si è dimostrata anche sul fronte realizzativo. Il Consorzio di Bonifica oggi non solo è uno degli enti che è riuscito a produrre progetti finanziabili per un importo così alto, ma ha anche raggiunto il traguardo di riuscire a realizzarli tutti, anche i più complessi, nel limite imposto al 2026.
Un elemento sottolineato della parlamentare Daniela Dondi. Una capacità che - ha detto - 'non abbiamo visto in egual modo in altre istituzioni'

PNRR: oltre 200 milioni per opere strategiche

Il periodo raccontato nel volume è stato anche quello delle grandi opportunità.
Il Consorzio Burana è riuscito a intercettare oltre 200 milioni di euro di finanziamenti PNRR, risorse che stanno alimentando cantieri in piena attività e opere considerate decisive per aumentare la resilienza del territorio, dell’agrosistema irriguo e della sicurezza idraulica.
«La migliore convivenza tra l’uomo e l’ambiente non può essere un caso – ha sottolineato Vincenzi – ma il frutto di un’opera incessante, attenta e competente». Un equilibrio delicato, quello tra ordinario e straordinario, che il volume di FMR prova a restituire attraverso immagini, testimonianze e analisi tecniche.
Un racconto che diventa monito
La presentazione del libro si è così trasformata in un momento di confronto e prospettiva sulle sfide che insieme a quelle del Consorzio, cono quelle di un intero territorio: un invito a riconoscere la vulnerabilità del territorio e la necessità di opere che spesso restano invisibili, ma che determinano la possibilità stessa di vivere, produrre e crescere in queste terre.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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