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La crisi dell'Ucman, il presidente saluta e ringrazia San Prospero e Camposanto

La crisi dell'Ucman, il presidente saluta e ringrazia San Prospero e Camposanto

I sindaci, e assessori in Unione, Borghi e Zaniboni hanno rinunciato alle deleghe. Calciolari: 'Momento difficile ma l’Unione a otto comuni prenderà il largo'


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'I sindaci di Camposanto e San Prospero hanno deciso di rimettere le deleghe loro affidate all'interno della giunta dell'Unione e posso solo ringraziarli per ciò che hanno fatto e sin d’ora per quello che certamente continueranno a fare come membri della giunta dell'Unione. La Vicepresidente dell'Unione e sindaca di Camposanto Monja Zaniboni ha rimesso solo una parte delle deleghe, conservandone alcune. Entrambi conserveranno il posto all'interno della giunta e in quel ruolo continueranno a concorrere al progetto della nuova Unione, dopo l’uscita di Mirandola'.

Il Presidente dell'Unione Comuni Area Nord Alberto Calciolari commenta così la scelta di due sindaci, assessori nella giunta dell'Unione Comuni Modenesi area nord di rimettere le loro deleghe. Provocando di fatto un piccolo terremoto politico in una Unione che dopo l'uscita di Mirandola, ha mostrato e amplificato tutte le proprie debolezze. Una Unione dove le funzioni conferite dai comuni sono disomogenee, diversificate, a macchia di leopardo. Una Unione più formale che sostanziale da mesi, dopo l'uscita di Mirandola, alla ricerca di un nuovo assetto. Un compito difficile per il Presidente Calciolari, sindaco di Medolla, impegnato più che a rilanciare l'Unione a continuare a rimetterne insieme pezzi che via via si scollano. 

'Innegabilmente l'Unione sta vivendo un momento
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storico importante - aggiunge Calciolari - conseguente alla scelta di rottura assunta dall’Amministrazione Comunale di Mirandola e la dialettica all'interno della giunta per definire il profilo della nuova Unione è comprensibilmente e necessariamente ampia, ma come sempre arriverà ad una sintesi. Nelle settimane scorse la giunta dell’Unione ha varato all’unanimità un Piano strategico di azioni per lo sviluppo economico della Bassa Modenese e, sempre all’unanimità, un documento sullo sviluppo dei servizi sanitari dell’intero territorio. Coesione e scelte importanti, quindi, altro che crisi. Grazie al concorso di tutti i sindaci, alla competenza e alla professionalità delle dirigenti, siamo oramai alla definizione di un protocollo con il Comune di Mirandola che scioglie i nodi finali della Mirandolexit dopo la decisione del Consiglio di Stato e che ora ci consentirà di riorganizzare i servizi ai cittadini. Un protocollo nel quale le amministrazioni hanno contemperato in modo equlibrato interessi contrapposti. Nonostante vi sia chi spera il contrario, l’Unione a otto comuni - conclude Calciolari - prenderà il largo, per rappresentare gli interessi generali dei cittadini della Bassa Modenese'.
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