I consiglieri sottolineano come sia il Pnrr a chiedere un cambio di paradigma nella gestione degli anziani non autosufficienti, parlando di ‘deistitutizionalizzazione’ che di fatto significa limitare l’accesso alle case residenze anziani.
‘Stupisce poi come l'odg del Pd non menzioni questa esigenza di cambio di rotta, anche perché sempre il Pnrr prevede un coinvolgimento diretto dei Comuni. Non condividiamo neppure il tentativo di negare la non adeguatezza nelle risposte date agli anziani durante la pandemia, è sbagliato nascondere come la pandemia abbia svelato le fragilità di un sistema non solo modenese, ma nazionale’.
Anche nel secondo emendamento Fdi-Pdf-Lega-Forza Italia insistono infatti sul tema del welfare e della domiciliarità della popolazione più anziana e chiedono, in particolare, un 'rilevante investimento infrastrutturale per le persone vulnerabili o anziani non autosufficienti creando alloggi e dotazioni strumentali innovative che permettano mantenere la massima autonomia con la garanzia di servizi legati alla domiciliarità. Come previsto dal Pnrr, solo quando la permanenza in un contesto familiare non è più possibile, occorre puntare alla progressiva riqualificazione delle strutture residenziali per garantire anche in tali contesti una vita dignitosa, prevendendo la riconversione delle RSA e delle case di riposo per gli anziani in gruppi di appartamenti autonomi. Come detto, dobbiamo pensare che la pandemia e gli indirizzi inseriti nel Pnrr hanno mutato sostanzialmente la prospettiva e il modo di pensare i servizi di cura e di sostegno alla non autosufficienza e questo richiede un mutamento di indirizzo nelle politiche dell’amministrazione. Per questo è fondamentale coordinare queste nuove politiche sociali con il lavoro in corso sul nuovo Piano Urbanistico Generale'.




