Saranno dunque cinque anni durante i quali i pretendenti al trono di Modena in casa Pd (salvo clamorosi risvegli difficile pensare il centrodestra possa insediare l'asse Pd-M5S dopo la sconfitta bruciante di qualche mese fa), dovranno mettersi in mostra. La corsa al momento sembra tutta interna alla squadra di governo. Quattro i pretendenti: Ludovica Carla Ferrari che, dopo essersi scontrata con Muzzarelli per la sua vicinanza a Matteo Richetti, ha abbandonato il belmatteo, Andrea Bosi che viene da Sinistra ma che alla sinistra non piace proprio per la sua fedeltà a Giancarlo I, Andrea Bortolamasi fedelissimo dell'amico-nemico di Muzzarelli, Stefano Bonaccini, e promosso assessore a Modena e Giulio Guerzoni al quale il sindaco ha affidato il delicatissimo compito di essere il suo capo di gabinetto al posto della colonna Gigi Costi.
Una corsa a quattro nella quale potrebbe irrompere la figura cattolicissima di Giuseppe Boschini (già in predicato di essere egli il candidato nel 2014 al posto di Francesca Maletti) che potrebbe scendere dal suo scranno in Regione proprio a causa della candidatura di 'sorella' Francesca, come la definì Muzzarelli stesso.
E lui, il duca Muzzarelli come sta vivendo questo fermento? Da anziano (si fa per dire) duca guarda con bonaria indulgenza i suoi eredi, li lascia sfidarsi dai loro ruoli di giunta e di governo e, da lontano (ma nemmeno troppo) ne osserva le mosse per decidere a chi lasciare lo scettro nel 2024. Perchè una cosa è certa: a Modena, vista anche la debolezza del Pd e l'evanescenza delle opposizioni, il successore di Muzzarelli lo può scegliere solo Muzzarelli.
Giuseppe Leonelli



