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Modena, via Puccini: la bellezza degli anni '60 e il degrado di oggi

Modena, via Puccini: la bellezza degli anni '60 e il degrado di oggi

Appello di una residente al sindaco Muzzarelli e all'assessore Filippi: 'A loro mi rivolgo con tutta la mia passione e la fiducia che ancora mi resta'


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Si continuano a sbandierare formule relative al verde e alla transizione ecologica, si guarda lontano e si perde di vista la prossimità. Quando si accorgeranno i nostri amministratori della loro cecità verso l’inquinamento di casa nostra? Abito in Via Puccini, al primo piano del civico 53. Vivo lì da quando fu fatta la casa, nel 1960 e quando la realtà modenese era ben diversa da oggi. Poi, negli anni le costruzioni sempre più gremite e stipate, i pochi garage sempre meno abitabili per auto vieppiù numerose e voluminose, i negozi esosamente ricavati al posto di garage o di una striscia di verde hanno reso invivibile il quartiere.
Già negli anni Novanta si parlava di un piano per rendere via Puccini a senso unico, come già altre strade del rione. Fu la levata di scudi dei commercianti e la colpevole acquiescenza degli amministratori a non farne nulla. Oggi la situazione è questa: aiuole imponenti e ormai in parte frantumate da auto alla ricerca di spazi sempre minori rendono il parcheggio selvaggio e invadente sia verso la strada sia verso i marciapiedi, talora non percorribili da carrozzine o da presidi per anziani.
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Il doppio senso oggi è in pratica un senso unico alternato, dal momento che le auto in una direzione devono fermarsi per aspettare che passino le altre in direzione opposta. Senza citare gli autobus, i furgoni e i camion fermi per consegne, carico e scarico merci. Arriviamo al redde rationem: inquinamento e polveri indescrivibili che costringono ad aprire le finestre per areare dopo le 22 (paradossalmente grazie al coprifuoco), pulizia giornaliera di casa e di balconi e davanzali su cui si raccolgono strati di nerofumo (vedere per credere, sono pronta ad ospitare sia Muzzarelli sia la Filippi) e danni gravissimi a carico della salute degli abitanti, di cui gli amministratori non possono non tener conto. Ed io a loro mi rivolgo con tutta la mia passione e la fiducia che ancora mi resta.
Aggiungo infine la mancata potatura da anni dei tigli che andrebbero curati con maggior attenzione, dato che sono i soli nostri amici e alleati. Grazie per lo spazio concessomi.

Anna Rosa Venturi
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