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'Nidi, da 'cresciamo' a 'privatizziamo' il passo è breve'

'Nidi, da 'cresciamo' a 'privatizziamo' il passo è breve'

Modena Volta Pagina: 'A piccoli passi si svende il senso e la qualità formativa dei servizi per l'infanzia comunali che oggi garantiscono pari opportunità'


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'Non nascondiamoci dietro ad un dito. Il trasferimento di due asili nido dalla gestione diretta comunale alla Fondazione Cresci@mo perché dovrebbe destare tanto allarme? Se lo è chiesto sui giornali Stefano Neri, componente del Consiglio di amministratore di Cresci@mo e figlio di Sergio Neri, storico pedagogista delle scuole dell’infanzia di Modena. Neri, per giustificare il passaggio dei nidi comunali alla Fondazione, ha argomentato: “Cresci@mo è un soggetto privato ma è controllato al 100% dal Comune, cosa cambia?”. Come lui se lo saranno chiesto, in buona fede, altri modenesi'.
A tornare sul tema delle esternalizzazioni è Modena Volta Pagina.

'Rispondiamo con un esempio. Ricordate le nostre aziende municipalizzate? AMCM e AMIU furono anch’esse rese private, seppure controllate al 100% dal Comune. Poi entrarono nella loro comproprietà anche altri privati e, infine, furono incorporate nella spa Hera. Percorso analogo per le Farmacie comunali che adesso sono addirittura proprietà di una multinazionale. Ovviamente nessuna multinazionale vorrà mai gestire i nidi ma da Cresci@mo alla gestione privata di qualche cooperativa il passo è breve. Basta una semplice modifica dello Statuto di Cresci@mo, motivata col risparmio ed ecco che il gioco è fatto!

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Si passa così, in due fasi, dalla gestione diretta comunale a quella diretta cooperativa, dove le insegnanti hanno stipendi risibili e, giustamente, fuggono appena possono mettendo anche in crisi la continuità didattica e la qualità educativa. A nulla vale la foglia di fico, di cui parla il Comune, del rafforzamento del coordinamento pedagogico. A piccoli passi si svende il senso e la qualità formativa dei servizi per l’infanzia comunali che oggi garantiscono pari opportunità ai piccoli. Si aumentano le disuguaglianze e le sperequazioni, si accetta poco alla volta la logica privatistica e si sfruttano i lavoratori in modo inaccettabile. Risultato è che si svendono pezzi di welfare comunale, valori condivisi di cui andavamo orgogliosi. Il disegno comunale sembra purtroppo questo. Signor Sindaco, non nascondiamoci dietro a un dito'.

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