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Nulla osta di lavoro per stranieri fittizi: il caso Modena sotto osservazione

Nulla osta di lavoro per stranieri fittizi: il caso Modena sotto osservazione

L'assessore comunale Camporota risponde in consiglio all'interrogazione di Giacobazzi (Forza Italia): 'Dopo l'inchiesta giornalistica ci fu anche una riunione urgente del Comitato per l'Ordine e la sicurezza pubblica'. In tre anni il governo ha aumentato le quote a 500.000 stranieri


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Il caso dei nulla osta sospetti per lavoratori stranieri non sono più relegati ad una inchiesta giornalistica e ad una interrogazione consiglio. In Consiglio comunale, l’assessore Alessandra Camporota ha riconosciuto, in risposta all'interrogazione del consigliere capogruppo di Forza Italia Piergiulio Giacobazzi, le irregolarità, confermando che il fenomeno è stato “attenzionato” dalla Prefettura che immediatamente dopo alla messa in onda di un servizio giornalistico televisivo aveva portato il prefetto a convocare una riunione del Comitato per l'Ordine e la sicurezza pubblica.
Camporota ha ricostruito la riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza del 18 novembre, convocata proprio dopo la messa in onda del servizio. In quella sede, il Prefetto ha spiegato che nel corso del 2024 erano già emerse situazioni sospette: domande di nulla osta disconosciute dai datori di lavoro, documenti alterati o attribuiti falsamente allo Sportello unico per l’immigrazione, comportamenti che hanno portato a più segnalazioni alla Procura. Conferma diretta che il problema non solo esiste, ma che era diffuso è già oggetto di indagini e verifiche interne. L'assessore, che ha seguito questa particolare problematica anche come prefetto, in carica prima dell'attuale e del suo incarico politico come assessore, ha poi ribadito l'impegno del Comune, per quanto di propria competenza per affrontare il problema, su tutti i piani.

Nell'accogliere positivamente l'impegno del comune, il consigliere Giacobazzi ha sottolineato come che 'le immagini dell’inchiesta mostrassero dinamiche difficili da ignorare'.
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'Non è accettabile che fenomeni così delicati vengano alla luce soltanto grazie a telecamere nascoste e inchieste giornalistiche. La politica, ha insistito, deve garantire che i controlli funzionino prima dei giornalisti, perché il decreto flussi incide sulla vita reale della città, sul mercato del lavoro, sulla sicurezza e sulla dignità delle persone coinvolte. Se i nulla osta diventano una porta d’ingresso per sfruttamento, lavoro nero o marginalità, Modena rischia di rivivere problemi già conosciuti in passato'.

Nella sua replica finale, Camporota ha riconosciuto la complessità del tema e la necessità di rafforzare i controlli. Ha ricordato che l’attuale governo ha ampliato i flussi fino a cinquecentomila ingressi in tre anni e che un aumento così significativo richiede un sistema di verifica più solido. Ha ripercorso l’evoluzione delle procedure, dai tempi in cui le Prefetture gestivano i decreti flussi con uffici congiunti e controlli capillari fino all’attuale sistema digitalizzato, più rapido ma anche più esposto a tentativi di elusione.
Ha parlato del rischio concreto di speculazioni, dello sfruttamento della manodopera, della crescita dell’insicurezza quando persone prive di reale possibilità di lavorare restano sul territorio senza tutele.

Nella risposta dell'assessore a fare notizia è anche l'assenza di dati che danno dimensione ad un fenomeno ancora più grave se visto proprio alla luce della previsione di 500.000 ingressi regolari con già un contatto per un lavoro, rispetto ai quali una garanzia che questi rapporti di lavoro siano veramente tali e non fittizi finendo per finanziare un racket esterno, è fondamentale.

Gi.Ga.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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