Camporota ha ricostruito la riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza del 18 novembre, convocata proprio dopo la messa in onda del servizio. In quella sede, il Prefetto ha spiegato che nel corso del 2024 erano già emerse situazioni sospette: domande di nulla osta disconosciute dai datori di lavoro, documenti alterati o attribuiti falsamente allo Sportello unico per l’immigrazione, comportamenti che hanno portato a più segnalazioni alla Procura. Conferma diretta che il problema non solo esiste, ma che era diffuso è già oggetto di indagini e verifiche interne. L'assessore, che ha seguito questa particolare problematica anche come prefetto, in carica prima dell'attuale e del suo incarico politico come assessore, ha poi ribadito l'impegno del Comune, per quanto di propria competenza per affrontare il problema, su tutti i piani.
Nell'accogliere positivamente l'impegno del comune, il consigliere Giacobazzi ha sottolineato come che 'le immagini dell’inchiesta mostrassero dinamiche difficili da ignorare'. 'Non è accettabile che fenomeni così delicati vengano alla luce soltanto grazie a telecamere nascoste e inchieste giornalistiche. La politica, ha insistito, deve garantire che i controlli funzionino prima dei giornalisti, perché il decreto flussi incide sulla vita reale della città, sul mercato del lavoro, sulla sicurezza e sulla dignità delle persone coinvolte. Se i nulla osta diventano una porta d’ingresso per sfruttamento, lavoro nero o marginalità, Modena rischia di rivivere problemi già conosciuti in passato'.
Nella sua replica finale, Camporota ha riconosciuto la complessità del tema e la necessità di rafforzare i controlli. Ha ricordato che l’attuale governo ha ampliato i flussi fino a cinquecentomila ingressi in tre anni e che un aumento così significativo richiede un sistema di verifica più solido. Ha ripercorso l’evoluzione delle procedure, dai tempi in cui le Prefetture gestivano i decreti flussi con uffici congiunti e controlli capillari fino all’attuale sistema digitalizzato, più rapido ma anche più esposto a tentativi di elusione.
Nella risposta dell'assessore a fare notizia è anche l'assenza di dati che danno dimensione ad un fenomeno ancora più grave se visto proprio alla luce della previsione di 500.000 ingressi regolari con già un contatto per un lavoro, rispetto ai quali una garanzia che questi rapporti di lavoro siano veramente tali e non fittizi finendo per finanziare un racket esterno, è fondamentale.
Gi.Ga.



