Così in una nota Marco Mattarelli e Mia Gandini.
'Non abbiamo potuto fare altro che prendere atto di una politicamente triste verità: i due principali concorrenti, quello della sinistra (si fa per dire..) Di Pascale (attuale sindaco di Ravenna) e quella della destra (anche qui, si fa per dire), la preside già impegnata con il Governo Monti, Elena Ugolini, sono in realtà espressione della stessa politica, con le stesse logiche di partito (anche per quelle liste che si chiamano “civiche”), latrice di promesse inattuabili e sempre più lontana dai cittadini. L’astensione degli elettori arrivata ad oltre il 50% è la più grande bocciatura senza appello all’attuale politica nefasta, inutile e sottomessa a disegni assolutamente estranei alla tutela dei cittadini e del denaro pubblico, spesso sprecato inutilmente in attività prive di pregio e di ricadute utili per il territorio, dove i cittadini sono sempre più poveri e sfiduciati nel futuro. Per questo la natalità è crollata ed è in crescita esponenziale la rabbia contro gli immigrati, che competono con gli italiani per accaparrarsi le poche risorse disponibili (casa, lavoro, servizi sociali e sanità). La regione Emilia-Romagna ha un bilancio costituito da oltre 11 miliardi di euro di entrate ed applica ai cittadini Emiliano romagnoli una delle addizionali regionali Irpef più alte d’Italia e il bollo auto (circa 1,7 miliardi in totale fra le due imposte gestite dalla regione). Ha una struttura di spesa rigida in cui la spesa corrente è fissa a oltre 11 miliardi , occupa circa 3900 dipendenti , ha circa 350 milioni di debiti e paga oltre 125 milioni all’anno di rate sui prestiti. Ha una flotta di società partecipate fra cui l’aeroporto Guglielmo Marconi che presentava una perdita di quasi 7 milioni nel bilancio 2021. Ma soprattutto gestisce la sanità pubblica.
'La candidata Ugolini si spende moltissimo, a parole, su questo ultimo asset, che pare essere in cima alla lista delle sue priorità. Ma anche le sue promesse, per quanto non dubitiamo della sua buona fede, sono destinate a scontrarsi con la realtà dei numeri, perché l’impegno di spesa sanitaria regionale deriva in gran parte dalla compartecipazione al Fondo Sanitario Nazionale gestito dallo Stato, il cui bilancio, che riassumiamo dal DEF 2024 per completezza di esposizione (a costo di diventare noiosi, ma non si può prescindere da questi dati se si vuole capire l’aria che tira e decidere chi votare). Nel 2023 l’Italia ha registrato entrate fiscali per quasi 997 miliardi di euro, così composte: 617 miliardi entrate tributarie (di cui 295 imposte dirette e 322 imposte indirette, ovvero Iva, accise...); 270 miliardi di entrate da contributi sociali sul lavoro; 110 miliardi di altre entrate. La propaganda ed il governo hanno esaltato i risultati di maggiori entrate fiscali per 20 miliardi: ma non ci dicono che nel 2023 il deficit (la differenza fra entrate e
'Un politico serio denuncerebbe queste cifre e una Unione Europea che impone queste regole inattuabili, oltre ad un Parlamento che le approva. Invece i politici, nazionali e locali, continuano a propinarci fanfaluche e pinzillacchere varie, mentre la verità è questa: la situazione dei conti pubblici è fuori controllo, a causa anche di interessi sul debito per denaro chiesto in prestito ( sotto il controllo della BCE che ai tempi del redivivo Draghi aveva inventato il whatever it takes ) al fine di pagare il debito pregresso e che oggi con i tassi aumentati drasticamente rendono impossibile una qualsiasi politica di bilancio. Uno studio recente calcola in oltre 2000 miliardi di euro gli interessi pagati sul debito pubblico dal 1992 . Un circolo vizioso che rende l’Italia schiava del debito e incapace di autogoverno, gestito dagli oligarchi della grande finanza a cui la nazione oramai è sottomessa. Il denaro che circola oggi, è moneta artificiale creato dal nulla con un click sul pc delle Banche Centrali. Nessuno ha il coraggio di dire la verità: questo meccanismo è stato pensato per sottrarre sovranità e politica economica alla nazione lasciando i cittadini a fare i conti con la miseria indotta da chi ci ha promesso che avremmo lavorato un giorno di meno e guadagnato per un giorno di più. Per tornare alle prossime regionali ed al quadro finanziario nazionale inserito nell’attuale contesto UE, la situazione è la seguente: la sinistra con l’ex presidente Bonaccini è corsa a genuflettersi alla rielezione della baronessa Ursula von der Leyen (quella dei vaccini, dell’auto elettrica, dei circoli elitari guerrafondai ), la destra pseudo sovranista, non intende mettere in discussione la moneta artificiale euro che impedisce una vera politica economica nazionale, e di conseguenza anche una politica economica regionale indipendente'.
'In questo quadro desolante, il Comitato verso Italexit ha deciso che non appoggerà nessuno dei suddetti concorrenti e proseguirà nella sua missione di diffusione della conoscenza e della consapevolezza civica soprattutto economica delle dinamiche perverse sottese all’euro ed alle istituzioni che ce lo hanno imposto. Pertanto annunceremo in una apposita conferenza stampa il nostro programma di eventi' - chiudono Mattarelli e Mia Gandini.




