Gli emendamenti non si limitano a precisazioni formali, ma impongono nuove condizioni vincolanti: relazioni economico-finanziarie dettagliate corredate da certificazioni, obblighi di manutenzione pluriennale delle aree verdi cedute al pubblico, incremento delle quote di edilizia residenziale sociale e destinazione di ampie superfici a funzioni di interesse generale. In alcuni casi, come per l’ex Direzionale Manfredini, viene addirittura subordinata la stipula dell’accordo operativo al saldo dei debiti del proponente verso il Comune. Per altri comparti, come l’area ex Prolatte o il Zodiaco, l'emendamento PD - AVS richiede la creazione di grandi parchi urbani e nuove aree di forestazione, con vincoli stringenti sulla permeabilità ciclabile e pedonale e sulla destinazione sociale degli immobili.
Queste scelte, presentate come un miglioramento dei progetti sul piano urbanistico, di impatto ambientale e del cosiddetto interesse pubblico, di fatto stravolgono l’impianto della delibera originaria di giunta, creando una sorta di cortocircuito se non un braccio di ferro tra maggioranza PD e giunta stessa. Con il risultato del lavoro svolto dalla giunta negli ultimi mesi, trasformato in poche ore da un pacchetto di 5 emendamenti
La divergenza tra il percorso della giunta e la scelta dei gruppi consiliari di maggioranza che la sostengono è evidente.
Critici i gruppi di centro destra, sia rispetto al merito e alla tempistica del maxiemendamento, presentato solo oggi, sia per il fatto che se approvato, lo stesso porterebbe ad una modifica sostanziale di una delibera della giunta diversa nella sostanza da quella che fino a questa mattina pensavano di dovere votare. Ma la scelta, subito paventata, di non votare la delibera totalmente trasformata rispetto a quella che era stata presentata e sulla quale i consiglieri pensavano di votare, ha il passo ad un voto contrario sull'intero impianto.



