'La qualità della raccolta – aggiunge – dipende in larga misura dal metodo adottato. Numerosi studi dimostrano come il porta a porta sia il sistema più performante, capace di produrre benefici ambientali significativi e, allo stesso tempo, di mantenere più basse le tariffe per i cittadini'.Tuttavia, la modifica del sistema di raccolta decisa dall’amministrazione modenese desta preoccupazione. 'Il rischio concreto – sottolinea Paldino – è che questo cambiamento comporti un aumento delle tariffe, poiché i ricavi derivanti dal riciclo contribuiscono in maniera determinante a ridurre il costo del servizio per le famiglie'.Nel corso della seduta, l’assessore regionale all’Ambiente, Irene Priolo, ha precisato che 'la Regione non impone un modello, ma definisce obiettivi', affidando ai Comuni la scelta della modalità più adeguata alle esigenze locali. Priolo ha anche evidenziato che eventuali nuovi costi, non previsti dal progetto originario di affidamento, dovranno comunque essere coperti dalla tariffa, qualora derivassero dal cambio del sistema di raccolta.'Quanto affermato in commissione dall’assessore Priolo – conclude Paldino – evidenzia, in modo netto la concreta possibilità che i cittadini possano subire aumenti anche in relazione al ritorno ai cassonetti. Questa scelta, oltre ad aggiungere probabilmente ulteriori oneri per i cittadini, rischia di vanificare il risultato conseguito dalla precedente amministrazione comunale che aveva visto Modena passare dal 60% al 79% di raccolta differenziata, ponendola ai vertici regionali. A tutto ciò si aggiunge che il quartiere in cui è stato avviato il nuovo modello di raccolta sta presentando grosse criticità nel conferimento dei rifiuti', conclude Paldino.
'Ritorno dei cassonetti a Modena, la Priolo ammette che vi potranno essere aumenti'
Paldino: 'Questa scelta, oltre ad aggiungere probabilmente ulteriori oneri ai cittadini, rischia di vanificare il risultato conseguito dalla precedente giunta'
'La qualità della raccolta – aggiunge – dipende in larga misura dal metodo adottato. Numerosi studi dimostrano come il porta a porta sia il sistema più performante, capace di produrre benefici ambientali significativi e, allo stesso tempo, di mantenere più basse le tariffe per i cittadini'.Tuttavia, la modifica del sistema di raccolta decisa dall’amministrazione modenese desta preoccupazione. 'Il rischio concreto – sottolinea Paldino – è che questo cambiamento comporti un aumento delle tariffe, poiché i ricavi derivanti dal riciclo contribuiscono in maniera determinante a ridurre il costo del servizio per le famiglie'.Nel corso della seduta, l’assessore regionale all’Ambiente, Irene Priolo, ha precisato che 'la Regione non impone un modello, ma definisce obiettivi', affidando ai Comuni la scelta della modalità più adeguata alle esigenze locali. Priolo ha anche evidenziato che eventuali nuovi costi, non previsti dal progetto originario di affidamento, dovranno comunque essere coperti dalla tariffa, qualora derivassero dal cambio del sistema di raccolta.'Quanto affermato in commissione dall’assessore Priolo – conclude Paldino – evidenzia, in modo netto la concreta possibilità che i cittadini possano subire aumenti anche in relazione al ritorno ai cassonetti. Questa scelta, oltre ad aggiungere probabilmente ulteriori oneri per i cittadini, rischia di vanificare il risultato conseguito dalla precedente amministrazione comunale che aveva visto Modena passare dal 60% al 79% di raccolta differenziata, ponendola ai vertici regionali. A tutto ciò si aggiunge che il quartiere in cui è stato avviato il nuovo modello di raccolta sta presentando grosse criticità nel conferimento dei rifiuti', conclude Paldino.
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