In conferenza stampa, presso la sede della Regione, con giornalisti in presenza e tanti collegati on-line chiediamo all'Assessore il perché scegliere una proposta regionale da inviare al parlamento nel momento in cui come partito politico la stessa proposta poteva essere lanciata direttamente a livello parlamentare. 'Abbiamo soltanto catalizzato dall'Emilia-Romagna un obiettivo comune, anche con il ministro Schillaci, già evidenziato anche in conferenza Stato-Regioni, legato al fabbisogno di 4 miliardi al fondo sanitario nazionale per garantire adeguato finanziamento al sistema e superare le attuali criticità'. Del resto la richiesta di giungere al 7,5% del PIL per la spesa sanitaria, ovvero ad un livello mai raggiunto negli ultimi 10 anni, né dai governi di centro destra che di centro sinistra dovrebbe comunque registrare una convergenza anche della maggioranza di governo. Posto che l'obiettivo sia veramente quello di fare passare la proposta o creare un elemento sul cui dividersi ulterioremente e politicamente su un si o un no in parlamento. Da utilizzare poi in chiave elettorale. Sicuramente la via della raccolta firme e della petizione, in questo senso, aiuta tanto. Anzché rimanere nei tavoli chiusi della Regione la proposta di fatto a marchio PD girerà pubblicamente in tutti i tavoli, compresi quelli della festa dell'Unità (riferimento fatto dallo stesso Donini), oltre che on-line
“Il Paese - prosegue Donini – ha bisogno di più sanità pubblica. Le risorse stanziate dal Governo dal 2023 al 2025 sono insufficienti per affrontare le nuove sfide cui è chiamata la sanità pubblica.
Secondo l’assessore, infatti, negli ultimi diciotto mesi tutte le Regioni d’Italia nell’ambito della Commissione Salute e della Conferenza delle Regioni hanno chiesto il finanziamento dei fondi per le spese Covid ed energetiche, circa 4 miliardi di euro, e l’adeguamento del fondo sanitario nazionale in modo strutturale. La proposta di legge di iniziativa della Giunta chiede risorse stabili su ambito pluriennale perché non solo il fondo oggi è inadeguato finanziariamente, ma è difficile – da anni - fare programmazione.
“È un paradosso tutto italiano – sottolinea ancora Donini-, la stessa richiesta arriva dal Ministero della Salute e per certi aspetti anche dalla Corte dei conti. In assenza di questo stanziamento le Regioni continueranno ad essere chiamate dal ministero del Tesoro a riallineare la spesa. Questo vuol dire depotenziare la produzione sanitaria dei nostri sistemi”.
“Abbiamo bisogno di una mobilitazione, istituzionale e popolare, perché vogliamo che questo nostro progetto di legge possa essere di esempio per altre iniziative analoghe. E’ una battaglia che riguarda tutti e non possiamo accettare che il sistema sanitario nazionale sia a rischio”.
L’Emilia-Romagna è la prima Regione che tenta di elevare una richiesta reiterata a proposta di legge, ma Donini ha buone ragioni di ritenere che non sarà l’unica perché in altre Regioni è in corso un dibattito simile.
L’incontro di oggi - conclude l’assessore – che ha visto una partecipazione ampia e trasversale, con oltre 400 presenti e una cinquantina di interventi a voce e nella chat dell'evento, è stato un primo momento per trovare modalità e tempi per sostenere e promuovere l'iniziativa di legge.
La maggior parte dei partecipanti ha manifestato di condividere gli obiettivi dell’iniziativa. Inoltre, l’assessore Donini ha annunciato che, durante la discussione della proposta di legge in Commissione Salute, saranno auditi tutti i parlamentari eletti in Emilia-Romagna.
Per sostenere il progetto di legge la regione ha creato un link al quale collegarsi: https://salute.regione.emilia-romagna.it/pdl.
Il finanziamento della sanità pubblica in relazione al PIL negli ultimi anni
Nel 2021 il finanziamento ordinario del Sistema sanitario nazionale in rapporto al Pil è stato pari al 6,9% (fonte ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato). Nel 2019 era addirittura sceso al 6,4%, a fronte di Paesi come la Germania, che destina il 9,9% del Pil al finanziamento della spesa sanitaria pubblica; la Francia il 9,3%; il Regno Unito l’8% (dati Ocse). Inoltre, nella Nota di Aggiornamento al DEF del 4 novembre 2022 si prevede un livello di spesa sanitaria che nel 2025 scende al 6% del Pil.



