Le immagini dei giorni scorsi dei fiumi modenesi a seguito delle precipitazioni piovose continuano a generare dibattito politico. E tra gli spunti di discussione c'è anche uno dei tanti Ordini del Giorno approvati dal Consiglio Comunale ma di fatto dimenticati. Nonostante contengano degli impegni politici chiesti all'amministrazione dal Consiglio Comunale e approvati, in questo caso, dalla maggioranza che la sostiene.
In particolare l'impegno riguardava la verifica dello stato degli argini del Panaro nel tratto che il 6 dicembre 2020 cedette, a nord della città di Modena, già interessato da diverse rotture causa di alluvione dagli anno '60 ad oggi e, per il fiume Panaro, le cause che nella zona est di Modena, in occasione della piena del 2020, avevano provocato l'allagamento della Fossalta.
'Non risulta sia stato messo in pratica un piano di rafforzamento sistematico e generalizzato della barriera di protezione che fiancheggia il corso del fiume Panaro che infatti ha ceduto proprio dove il rischio si presentò già 6 anni fa' - scriveva il consigliere De Maio nel 2020. Da qui la richiesta di impegno, sostenuta dalla maggioranza in consiglio comunale, affinché affinché il Comune di Modena si facesse 'promotore presso la Regione e presso l'organo competente (AIPO), della richiesta di una complessiva e tempestiva stesura di un piano organico per il rafforzamento degli argini del fiume Panaro e del fiume Secchia e per il controllo di tutti gli alvei dei due fiumi predetti e dei loro affluenti, con una relazione dettagliata degli interventi da pianificare, i loro costi e la tempistica della loro esecuzione'.
'Sta di fatto che il nodo idraulico modenese, che per le sue condizioni critiche richiede più di altri interventi strutturali è di fatto stato abbandonato. Non si può continuare così affidandosi alla fortuna. Il Comune onori gli impegni e relazioni al più presto su come intende procedere' - ha concluso il consigliere di Modena Sociale.



