'Capiamo e comprendiamo il dolore della famiglia della persona scomparsa, ma sentiamo la forte necessità di ribadire che il Taser è un’arma sicura, che può essere usata esclusivamente in condizioni molto precise e che chi la maneggia è un professionista specificatamente preparato con un accurato corso di formazione, a Reggio, come a Modena o in qualunque altra città d’Italia. Chi pensa che qualunque polizotto possa estrarre il Taser e colpire indiscriminatamente chi capita o solo “per una parola di troppo”, non solo dimostra di essere totalmente disinformato ma addirittura in completa malafede per svilire e danneggiare l’operato di tutte le Forze dell’Ordine. Ogni morte è dolorosa per i parenti del deceduto, ma va considerato il fatto che nelle migliaia di interventi in Italia, il tutto si è risolto con la sola vista dell’arma, oppure con la scarica d’avvertimento o – alla peggio – con la scarica vera e propria che ha comportato solo qualche minuto di stordimento. I detrattori che vorrebbero le Forze dell’Ordine disarmate, auspicando solo scontri corpo a corpo, non tengono mai in considerazioni che gli esagitati spesso brandiscono coltelli, bottiglie rotte, spranghe o machete, mentre il poliziotto deve valutare il pericolo, comparare la difesa all’offesa, pensare a quanto potrà essere zelante o meno il giudice di turno nei famosi “atti dovuti” e poi intervenire. Per questo motivo, siamo fermamente convinti che il Taser debba assolutamente rimanere e – anzi – essere dato in dotazione anche a tutte le Polizie Locali, al fine di garantire maggiore sicurezza non solo per gli operatori, ma anche per tutti i cittadini. Siamo vicini a quel collega, il quale speriamo non subisca un calvario giudiziario e mediatico che sarebbero un grosso peso per lui e per la sua famiglia, pur avendo operato secondo le regole e per garantire l’ordine pubblico'.
'Taser: cordoglio per morte a Reggio Emilia ma piena solidarietà all'agente che lo ha usato'
L'intervento del Siulp sul fatto di Reggio Emilia che ha visto un uomo fermato da un agente attraverso lo strumento, morire in ospedale
'Capiamo e comprendiamo il dolore della famiglia della persona scomparsa, ma sentiamo la forte necessità di ribadire che il Taser è un’arma sicura, che può essere usata esclusivamente in condizioni molto precise e che chi la maneggia è un professionista specificatamente preparato con un accurato corso di formazione, a Reggio, come a Modena o in qualunque altra città d’Italia. Chi pensa che qualunque polizotto possa estrarre il Taser e colpire indiscriminatamente chi capita o solo “per una parola di troppo”, non solo dimostra di essere totalmente disinformato ma addirittura in completa malafede per svilire e danneggiare l’operato di tutte le Forze dell’Ordine. Ogni morte è dolorosa per i parenti del deceduto, ma va considerato il fatto che nelle migliaia di interventi in Italia, il tutto si è risolto con la sola vista dell’arma, oppure con la scarica d’avvertimento o – alla peggio – con la scarica vera e propria che ha comportato solo qualche minuto di stordimento. I detrattori che vorrebbero le Forze dell’Ordine disarmate, auspicando solo scontri corpo a corpo, non tengono mai in considerazioni che gli esagitati spesso brandiscono coltelli, bottiglie rotte, spranghe o machete, mentre il poliziotto deve valutare il pericolo, comparare la difesa all’offesa, pensare a quanto potrà essere zelante o meno il giudice di turno nei famosi “atti dovuti” e poi intervenire. Per questo motivo, siamo fermamente convinti che il Taser debba assolutamente rimanere e – anzi – essere dato in dotazione anche a tutte le Polizie Locali, al fine di garantire maggiore sicurezza non solo per gli operatori, ma anche per tutti i cittadini. Siamo vicini a quel collega, il quale speriamo non subisca un calvario giudiziario e mediatico che sarebbero un grosso peso per lui e per la sua famiglia, pur avendo operato secondo le regole e per garantire l’ordine pubblico'.
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