Naggay Jaber, 22 anni, è stato fermato a Reggio Emilia dalla polizia con l'accusa di arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale: secondo gli investigatori voleva andare nel centro della città e colpire quante più persone possibili, per fare male. Lo riporta l'Ansa.
Portato in Questura giovedì sera, è emerso che avrebbe avuto contatti con un presunto sostenitore del Daesh: sarebbe stato quest'ultimo a proporsi per istruirlo e finanziarlo per poi compiere un attentato, in Italia o all'estero. E lui avrebbe acconsentito. Ora è in carcere, dopo la convalida da parte del Gip.
L'attività della Digos coordinata dalle Procure di Reggio Emilia, diretta da Calogero Gaetano Paci, e da quella distrettuale di Bologna, diretta da Paolo Guido, ha avuto inizio con la segnalazione di un soggetto che avrebbe voluto compiere un attacco armato di coltello nelle vie del centro. Sono state allertate le pattuglie impiegate nei servizi di controllo del territorio per rintracciare in breve il giovane, in considerazione anche del fatto che quella sera il centro era affollato per via di due eventi: i quarti di finale dei playoff di seria A di basket e un evento musicale in piazza San Prospero. Poco dopo Yaber è stato rintracciato dalle Volanti e della Digos mentre camminava da solo in una strada laterale della via Emilia.
Il 22enne era monitorato già dal 2024 quando era stato arrestato in Germania per via di alcuni reati commessi e in cui si era dichiarato più volte un sostenitore dello Stato Islamico.
A gennaio era rientrato dalla Germania, dove viveva con tutta la famiglia, a seguito di espulsione poiché considerato socialmente pericoloso. La Questura reggiana, con il Centro di salute mentale e i servizi socio-assistenziali, lo avevano inserito in un circuito di assistenza. Ma il percorso era stato interrotto, però, anche a seguito di un'ulteriore segnalazione che aveva individuato l'utenza telefonica utilizzata dal giovane all'interno di alcune chat in cui sarebbe stato programmato il compimento di atti di matrice terroristica.
Proprio quella matrice che, per il momento, non viene invece ipotizzata nel fascicolo della Procura di Modena per strage e lesioni, a carico di El Koudri.
Foto Polizia di Stato


