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Manifestazioni anti-abortiste: Regione approva risoluzione AVS-M5S per vietarle davanti a ospedali

Manifestazioni anti-abortiste: Regione approva risoluzione AVS-M5S per vietarle davanti a ospedali

Paolo Trande (AVS) plaude al provvedimento e richiama a supporto le parole dell'Arcivescovo: 'Ora non ci sono più scuse. Regione, Ausl, e CTSS chiedano a Prefetti e questori di spostarle in altra sede'


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'L’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato una risoluzione, presentata da M5S e AVS, 'per tutelare la salute e la dignità delle donne, chiedendo di fermare le manifestazioni anti-abortiste davanti a consultori e ospedali. Il documento impegna la Giunta a sollecitare Governo e Parlamento affinché siano introdotte “zone di accesso sicuro” intorno alle strutture sanitarie, sul modello delle migliori pratiche internazionali, per garantire un ambiente libero da pressioni e intimidazioni.
Ovviamente non si tratta di vietare manifestazioni, ma di spostarle di qualche metro. Non parliamo di preghiere, bensì di manifestazioni politiche: lo dimostrano i cartelli esposti contro la legge 194 e i messaggi violenti e colpevolizzanti rivolti alle donne. L’obiettivo della risoluzione è solo proteggere chi si reca nei luoghi di cura in un momento delicato, nel rispetto del diritto alla salute e alla autodeterminazione delle donne'. Lo afferma il Consigliere regionale del gruppo Alleanza Verdi e sinistra Paolo Trande che nel comunicare l'avvenuta approvazione del documento e spiegandone le ragioni, richiama la figura dell'Arcivescovo di Modena. 'Anche l’Arcivescovo di Modena, Mons. Erio Castellucci, ebbe a definire “discutibile” la scelta di “pregare” davanti agli ospedali e il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, ha parlato apertamente di “manifestazioni politiche non spirituali”.
'La destra dichiara di
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non voler modificare la legge 194 - prosegue Trande - ma la sta svuotando per altra via: limitando l’uso in Day Hospital della RU486, introducendo i movimenti pro-life nei percorsi dell’IVG come in Piemonte (bocciata dal TAR per fortuna), non contrastando l’obiezione di coscienza e opponendosi all’educazione sessuale nelle scuole. È un attacco silenzioso ma costante al diritto delle donne all’autodeterminazione e alla salute riproduttiva.
La difesa della legge 194 passa anche dalla tutela dei luoghi di cura, che “devono essere spazi sicuri, dove operano professionisti della salute, non tribune politiche in cui imporre ideologie e colpevolizzazioni”.
Ora, dopo l’espressione della Assemblea Legislativa, non ci sono più alibi: assessorato regionale, direttori generali delle aziende sanitarie, Comitati Consultivi Misti e Conferenze Territoriali Socio-Sanitarie discutano e chiedano a Prefetti e Questori di spostare in altra sede, a debita distanza dai luoghi di cura, le manifestazioni anti-194. A partire da Modena dove il problema è annoso e si ripresenterà a breve' - chiude Paolo Trande, Consigliere Regionale Alleanza Verdi e Sinistra Emilia-Romagna.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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