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Suicidio medicalmente assistito: il governo impugna la legge dell'Emilia - Romagna

Suicidio medicalmente assistito: il governo impugna la legge dell'Emilia - Romagna

Il presupposto sarebbe l'invasione di competenze stateli. De Pascale replica: 'Scontro politico su dettagli, il Parlamento fa mancare la legge nazionale'


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Si riaccende lo scontro istituzionale sul tema del fine vita in Italia. Il Consiglio dei ministri ha deliberato l'impugnazione davanti alla Corte Costituzionale della legge della Regione Emilia-Romagna n. 10 del 28 luglio 2026, intitolata “Modalità organizzative per l’attuazione delle sentenze della Corte costituzionale 242/2019 e 135/2024 in materia di suicidio medicalmente assistito”. Il ricorso del Governo, che segue analoghi provvedimenti già adottati in precedenza contro le norme regionali di Toscana e Sardegna, solleva una questione di legittimità costituzionale ai sensi dell'articolo 127 della Costituzione.


Palazzo Chigi contesta alla legge emiliana l'invasione di ambiti riservati alla giurisdizione nazionale. Secondo il ricorso del Governo, il testo violerebbe gli articoli 2, 32 e 117 della Costituzione legiferando su materie di competenza esclusiva, come l'ordinamento civile e penale, e definendo procedure in contrasto con i vincoli stabiliti dalla Consulta. Inoltre, l'esecutivo sostiene che la norma regionale non garantirebbe un percorso effettivo di cure palliative preventive. A questo proposito, il Governo ha ricordato lo stanziamento di 40 milioni in più sui fondi nazionali, lamentando al contempo presunti ritardi delle regioni nell'applicazione delle terapie del dolore.


Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha replicato definendo l'impugnativa uno 'scontro politico su elementi di assoluto dettaglio'.

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De Pascale ha sottolineato che per la prima volta il Governo riconosce implicitamente la titolarità delle Regioni a legiferare, ammettendo indirettamente la gravissima carenza dell'Esecutivo e della maggioranza parlamentare nel non fare una legge nazionale. Il presidente emiliano ha aggiunto che l'ente era pienamente disponibile a modificare il testo per scongiurare il ricorso e ha difeso il sistema sanitario locale, definendo la qualità delle cure palliative offerte in Emilia-Romagna 'la migliore d'Italia'. La decisione finale spetta ora alla Corte Costituzionale, chiamata a valutare la legittimità dell'azione regionale in assenza di una normativa quadro statale.




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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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