'Un medico della rete Terapia Domiciliare Covid ci ha seguiti direttamente e costantemente aggredendo subito la malattia con normali farmaci e agendo in sinergia con il nostro medico di famiglia. In breve siamo guariti tutti: io, mio marito e mia sorella di 84 anni che aveva un inizio di polmonite ma, guarita, ha ripreso la vita di prima e va in bicicletta'.
Fulvia, modenese, indossa orgogliosamente la maglietta che la identifica come una delle migliaia di persone guarite dal Covid con la terapia domiciliare Covid 19, ovvero quella portata avanti, modellandola ad ogni paziente, dal gruppo di medici che da oltre un anno si è mobilitato per chiedere l'applicazione della terapia domiciliare tempestiva del covid19 in ogni regione, spostandosi quindi subito oltre il protocollo basato sull'indicazione delle tachipirina e vigile attesa, chiedendo un diretto coinvolgimento delle USCA, le Unità Domiciliari, già attivate in Emilia-Romagna
La rete di medici attiva anche a Modena è convinta che 'il covid19 sia una malattia che deve essere affrontata ai primi sintomi nella propria casa, evitando così in molti casi un peggioramento verso una forma più grave che costringe al ricovero in ospedale'. Fulvia è testimone di quanto è successo e di come funziona. A La Pressa racconta l'esperienza sua e della sua famiglia anche nel rapporto con il proprio medico di famiglia. Oggi, nonostante sia guarita e possa avere il Green Pass, rifiuta di averlo per principio. 'Semplicemente perché voglio continuare ad essere una cittadina libera, anche senza tessera'
'Io e la mia famiglia curati con la terapia precoce domiciliare'
Fulvia racconta l'esperienza sua, del marito e di sua sorella di 84 anni. 'Il green pass? Potrei averlo ma non lo voglio, sono una cittadina libera anche senza tessera'
Fulvia racconta l'esperienza sua, del marito e di sua sorella di 84 anni. 'Il green pass? Potrei averlo ma non lo voglio, sono una cittadina libera anche senza tessera'
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