Ora che la riforma per decreto dell'articolo 434 del Codice penale decisa dal Governo Meloni mostri profili di rischio dal punto di vista delle garanzie costituzionali non vi sono dubbi. Così come non vi sono dubbi sulla anomalia rispetto alla tempistica con cui il decreto è stato presentato: a poche ore dallo sgombero a Modena nord. Eppure oggi le opposizioni, segnatamente il Partito Democratico si trovano in una oggettiva posizione di debolezza.
Come può il Pd parlare di norma liberticida, quando non più di un anno fa avvallò lo scempio degli idranti sulla folla inerme di Trieste che protestava contro il Green Pass? Il 18 ottobre 2021 al Varco 4 del porto di Trieste una marea di portuali e di cittadini venne sgomberata con manganelli, idranti e lacrimogeni (video sopra).
Non erano cittadini drogati, non erano pericolosi delinquenti, non era neppure un rave party. Erano persone che pregavano col rosario in mano. 'Il Padre nostro si leva sopra questi ragazzoni in ginocchio, sopra gli scudi dei poliziotti, sopra il porto che sembra allontanarsi in alto, in volo, fino a scomparire. Pregano tutti a testa bassa, le lacrime si raggrumano negli occhi ma non cadono. Nino si volta e grida a quelli dietro, che sono ancora in piedi' - scriveva la giornalista Raffaella Regoli, inviata sul posto.
Questo è successo nel nostro Paese. E di questo nessuno ha mai chiesto scusa, anzi quello che è successo a Trieste viene tutt'ora rivendicato dalle forze che sostenevano il Governo Draghi come un atto di giustizia e a favore della salute pubblica.
E' evidente che il silenzio sugli idranti di Trieste pesa come un macigno sulla capacità dell'opposizione di criticare le norme di restrizione delle libertà che la maggioranza vara e varerà. Pesano gli idranti di Trieste così come pesano le assurde misure legate all'applicazione del Green Pass sui posti di lavoro, nelle scuole, sugli autobus e nei luoghi dello sport. Addirittura a danno di ragazzini di 12 anni.
Giuseppe Leonelli


