Piazza Grande è vietata, nell'aula consiliare non si può entrare e allora il gruppo di lavoratori trova spaio autorizzato nel ballatoio del Municipio antistante all'ingresso. Con tanto di cartelli. Per chiedere la revoca del contratto di appalto della società Holacheck, appaltatrice del servizio in virtù di un appalto Seta e accusata di non rispettare l'accordo di cambio di appalto del 2018 sull'utilizzo dei lavoratori. A loro detta, le condizioni, dopo le mobilitazioni di piazza, sono addirittura peggiorate. Come per coloro che subendo una riduzione del monte ore di lavoro hanno perso in busta circa 500 euro al mese passando dai 1500 ai 1000 circa. Insufficienti in molti casi a mantenere se stessi e le proprie famiglie, nel momento in cui magari c'è anche un affitto o un mutuo da pagare. Ed è così che tra i lavoratori, soprattutto donne, che oggi protestavano nuovamente per rivendicare posizioni e diritti acquisiti ma persi con il passaggio dal 2018 all'azienda che ha vinto l'appalto per la gestione delle biglietterie del trasporto pubblico urbano, c'è anche chi ha dovuto vendere la casa sulla quale pagava un mutuo, per l'impossibilità di continuare a pagare a seguito della riduzione del monte ore di lavoro e conseguentemente del netto in busta.
'Il punto è che il lavoro non si è ridotto, e se pensiamo che le ore di servizio che ci vengono tolte vengono compensate con lavoratori esterni, allora siamo alla beffa'. L'esasperazione è palpabile. 'Non ne possiamo davvero più' - afferma Antonella Bernardo, delegata sindacale. 'Ci sono stati dei fatti dei richiami e tolte ore di permesso anche per piccole cose e da anni ormai viviamo male il nostro lavoro. Ci sentiamo vessati'
La Pressa ha seguito il pomeriggio di presidio dei lavoratori sfociato nell'arrivo dell'Assessore Bosi


