La Cisl canta vittoria dopo l'esito della consultazione all'interno di Seta (165 votanti su un bacino modenese di oltre 400 dipendenti) sul Premio di risultato per i dipendenti, ma cosa succede adesso?
Le altre 4 sigle firmatarie dei contratti nazionali che partecipano alle trattative aziendale, Cgil, Uil, Ugl e Faisa, hanno già approvato l'accordo e il 5 maggio hanno organizzato un referendum confermativo che avrà valore formale, a differenza di quella Cisl che ha le caratteristiche del sondaggio interno, anche perchè gli elenchi dei dipendenti - come noto - non sono stati fornti dalla azienda.
A questo punto, a quanto trapela, Seta attenderà l'esito di questo secondo referendum ma tutto lascia intendere che l'intesa verrà confermata. Va detto che comunque l'accordo sarebbe formalmente valido perchè 4 sigle su 5 rappresentano già la maggioranza dei lavoratori.
Insomma, Seta appare tranquilla, forte di un accordo già firmato e in attesa di un referendum che verrà svolto con tutti i crismi della ufficialità e con tutti i rappresentanti delle sigle presenti a vigilare sulle operazioni di voto.
L'accordo
L’accordo firmato prevede una ridefinizione dei sistemi di calcolo del Premio di Risultato (che rappresenta una forma di salario aggiuntiva e premiante) per i dipendenti dell’azienda del trasporto pubblico locale di Modena, Reggio Emilia e Piacenza.
L’accordo modifica il precedente sottoscritto nel 2023 per la parte relativa ai sinistri dei conducenti, tema strettamente collegato alla sicurezza degli operatori, definendo un sistema premiante migliorativo per i lavoratori che non commettono sinistri.'La modifica era già prevista dal precedente accordo del 2023 e va nella direzione di una ricerca virtuosa di migliori condizioni di lavoro e di sicurezza per i lavoratori premiando i lavoratori che non commettono sinistri, generando peraltro un auspicabile ritorno in termini di minori costi per polizze assicurative relative all’erogazione del servizio, che poi possano generare una ulteriore incentivazione economica nel quadro più ampio dell’attuale discussione sulla definizione di un accordo normativo integrativo che i sindacati Filt-Cgil, Uiltrasporti Uil, Faisa Cisal e Ugl Autoferro, stanno tenacemente perseguendo - hanno spiegato i 4 sindacati -. La modifica si è resa necessaria inoltre per evitare e scongiurare l’applicazione del mero art. 34 del contratto nazionale sulla responsabilità civile degli autisti con implicazioni severe per i lavoratori sulle richieste per risarcimento del danno in cui gli stessi potrebbero incorrere. Tale sarebbe stato l’effetto, in assenza di un accordo aziendale su questo specifico tema.
L'attacco alla Cisl
'Spiace registrare la posizione difficilmente comprensibile di un’altra sigla che si è sottratta al confronto nel merito, concentrandosi solo sulla ridefinizione delle percentuali di decurtazione dei sinistri senza salvaguardare e difendere il principio di tutela per i lavoratori e in questo modo penalizzando la maggioranza dei lavoratori, nonché banalizzando il rischio molto più grave dell’applicazione della norma nazionale in assenza di un accordo a livello aziendale, con tutti i rischi del caso per i lavoratori. Ancor più incomprensibile risulta la predisposizione di una sorta di procedura referendaria fuori dalle regole interconfederali previste e puramente consultiva e senza alcun valore ed effetto per i lavoratori, se non quello di rinfocolare gli animi di un settore già fortemente vituperato per la crisi di reperire autisti e i tagli da parte del governo centrale, che mettono a forte rischio la tenuta di servizio essenziale per le nostre comunità.


