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Venti euro trattati come carta straccia: l'intollerabile 'ciao poveri' del presidente della Fondazione di Modena

Venti euro trattati come carta straccia: l'intollerabile 'ciao poveri' del presidente della Fondazione di Modena
Venti euro trattati come carta straccia: l'intollerabile 'ciao poveri' del presidente della Fondazione di Modena

'Se rubano 20 euro dal mio conto non me ne accorgo'. Una frase che al di là degli aspetti surreali, cela un evidente e totale distacco dalla realtà

'Se rubano 20 euro dal mio conto non me ne accorgo'. Una frase che al di là degli aspetti surreali, cela un evidente e totale distacco dalla realtà


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'S'ils n'ont plus de pain, qu'ils mangent de la brioche', faceva dire Jean-Jacques Rousseau alla aristocrazia francese. E con la sua erre arrotata, il presidente della Fondazione di Modena, Matteo Tiezzi, sembra incarnare lo stesso slogan. 'Responsabilità oggettive vanno valutate conoscendo i dati. Questa Fondazione ha un bilancio di circa 33 milioni, in 5 anni parliamo di 160 milioni. E' stato rubato un milione con 810 operazioni di un valore medio di 1400 euro. Credo che se rubano 20 euro dal mio conto corrente non me ne accorgo' - ha detto piccato Tiezzi a chi gli chiedeva di assumersi la responsabilità di controlli inefficienti davanti a un ladrocinio milionario.
'Se rubano 20 euro dal mio conto non me ne accorgo'. Una frase che al di là degli aspetti surreali (qui) cela un evidente e totale distacco dalla realtà.
Ma forse è giusto così. E' questo che Modena si merita.
Ciao poveri.
Ciao poveri che con 20 euro preparate pranzo e cena per 4 persone ogni giorno che Dio regala all'umanità. Perchè spendere 600 euro al mese solo per mangiare è un lusso, per una famiglia che paga un affitto da 800 euro e vive con due stipendi da mille euro a testa.
Ciao poveri che
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passate umili vacanze a Pinarella con partenza alle 4 del mattino del 1 agosto per evitare il traffico dell'esodo, mentre chi guadagna - solo come presidente della Fondazione - 108mila euro all'anno, 9mila euro al mese (più ovviamente i compensi derivanti dalla propria attività di dottore commercialista), prenota hotel con costellazioni di stelle, saune e piscine riscaldate.
Ciao poveri che siete costretti ad ascoltare il racconto della tanta beneficenza e solidarietà messa in campo dalla Fondazione di Modena, come se i soldi che sono in quella cassaforte fossero caduti dal cielo e generosamente donati al popolo bisognoso e non fossero invece frutto dei risparmi delle vostre stesse famiglie.
Ciao poveri che auspicavate una sacrosanta richiesta di dimissioni e invece subite lo sberleffo del plauso da parte di sindaco e presidente della Provincia, amministratori di sinistra vera, ai vertici di un ente che ha visto sparire più di un milione di euro. Tutto questo mentre nella vostra azienda se un vostro collega ruba monetine dalla macchinetta del caffè viene licenziato in tronco e insieme a lui pure il capo reparto.
Ciao poveri che quando sussurrando chiedete un minimo di giustizia redistributiva, venite pure accusati di invidia sociale e di livore verso i ricchi, loro
sì buoni e meritevoli, nella miglior tradizione protestante, della grazia ricevuta.
Ciao poveri che il giorno delle elezioni non vedete l’ora di esprimere il vostro sostegno a questo o a quel partito, che vi fidate delle promesse della maggioranza o sostenete il ricambio che l’opposizione tratteggia. Perché siete convinti che in fondo, magari molto in fondo, il potere è buono.
Ciao poveri che vi accorgete quando 50 centesimi cadono dalle vostre tasche bucate e vi chinate pure a raccoglierli...
Ecco, l'insegnamento che giunge da palazzo Montecuccoli è chiaro: meritate di stare tali. Poveri, appunto.
Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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