Ma oltre che essere un'offesa al buonsenso e a tutte quelle famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese e ben si accorgono se dai loro conti spariscono 20 euro, è anche uno strafalcione matematico.
Il dottore commercialista, infatti, sbaglia completamente le proporzioni nel fare il suo, a dir poco azzardato, parallelo.
Calcolatrice alla mano, dando per buona la premessa del presidente, un ammanco di 1 milione di euro su 155 milioni in 5 anni è pari allo 0,645%.
Detto che il guadagno annuo di un privato è paragonabile all'utile netto dell’azienda e non all’intero bilancio, in questo caso possiamo semplificare mantenendo il parallelo citato da Tiezzi.
Ebbene, quanto guadagnerebbe Tiezzi, applicando la stessa proporzione, se il furto fosse di 20 euro? La semplice formula 20 / 0,64516 x 100 ci consegna il risultato di 3.100 euro in 5 anni. Vorrebbe dire quindi che il guadagno del presidente sarebbe di 620 euro all’anno…
Ovviamente egli ne guadagna molti di più. Sapendo che il compenso annuale da solo presidente della Fondazione è di 108mila (al quale si sommano gli introiti da attività privata sui quali sorvoliamo), se lo moltiplichiamo per i 5 anni come suggerito dal presidente otteniamo 540mila euro.
A questo punto ci chiediamo quanto è il furto proporzionale sul solo compenso di 540.000 euro: 540.000 × 0,64516 / 100 corrisponde a 3.483 euro all'anno. Quindi - se proprio volessimo fare un paragone, senza calcolare gli introiti da attività privata - è come se al presidente rubassero complessivamente dal conto 3.483 euro senza accorgersene, non 20 euro...
Eli Gold

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