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Addio al prete dei giovani: è morto a Roma don Angelo Beltrame

Addio al prete dei giovani: è morto a Roma don Angelo Beltrame

Con i giovani ?perdeva' molto tempo, stava volentieri con loro, li cercava ma soprattutto voleva loro bene e essi si sentivano voluti bene


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Don Angelo Beltrame è morto il 9 maggio a Roma. Aveva 84 anni. A Modena era conosciutissimo per aver operato per oltre 15 anni tra Cognento e alcune parrocchie della Bassa. Ha lasciato un ricordo indelebile in tanti giovani che ha seguito e coi quali ha organizzato innumervoli 'campeggi' a Tonezza del Cimone. Per alcuni era 'il Paolino' per la sua Congregazione di appartenenza, per tutti semplicemente don Angelo.
Ecco il ricordo che ne fa la società San Paolo.

«Sono in dovere di lodare e benedire il Signore che è stato generoso con un numero così alto di anni di vita». Queste sue parole scritte tre anni fa nel biglietto di ringraziamento rivolto al Superiore generale per il messaggio augurale in occasione del compleanno, racchiudono in poche battute lo stile di vita di don Angelo: un sacerdote che si è speso per il popolo di Dio, per i giovani… generoso appunto, sempre pronto ad accompagnare le persone in un cammino di fede. Lo ha fatto in molte circostanze, anche con le sue spigolosità, lasciando nella gente ricordi belli, soprattutto nel periodo in cui ha vissuto a Modena.

È nato il 5 agosto 1934 a Salvarosa di Castelfranco Veneto (Treviso) da papà Luigi e mamma Genoveffa Ongarato, in una famiglia semplice e religiosa, in una terra laboriosa, che ha dato alla Famiglia Paolina numerose vocazioni.
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Tra queste, due sue sorelle: suor Giovanna delle Apostoline e suor Eleonora delle Pie Discepole del Divin Maesro, defunta nel 2012. Dopo un periodo in Seminario a Treviso, il 7 settembre 1948 entra in comunità ad Alba, dove vi rimane per alcuni anni, prima cioè di andare a Roma per iniziare il noviziato (19 marzo 1951). Con la prima professione come Discepolo (19 marzo 1952) assume il nome di Angelo, nome che lo accompagnerà per tutta la vita. Lo stesso giorno ma qualche anno dopo, nel 1957, emetterà in perpetuo la professione religiosa.


Il suo primo impegno apostolico continuativo sarà la libreria, dal 1957 fino al 1974, a Roma San Giovanni, eccetto un anno trascorso a Parigi (1964). Lo troviamo poi a Vicenza nella contabilità (1974-1976). In quest’ultimo periodo fratel Angelo, dopo un cammino di discernimento, chiede di essere ordinato presbitero. Ritorna a Roma e si inserisce nella comunità dello Juniorato per lo studio e per prepararsi a questo ministero. Sarà ordinato Diacono il 30 giugno 1981 e sacerdote il 27 giugno dell’anno successivo da Mons.
Fausto Vallainc.

Inizia per don Angelo un secondo lungo periodo, che lo vede impegnato nella pastorale vocazionale paolina per 16 anni, prima a Vicenza (1982-1985) e poi a Modena-Cognento (1985-1998). A questo apostolato dedica molte energie, incontrando giovani e con loro facendo un po’ di strada insieme, che per qualcuno diventerà anche un cammino vocazionale nella nostra Congregazione e nella Famiglia Paolina. Con i giovani ‘perdeva’ molto tempo, stava volentieri con loro, li cercava ma soprattutto voleva loro bene e essi si sentivano voluti bene. Ecco le molte occasioni di incontro: i campi scuola e i gruppi giovanili in alcune parrocchie del modenese dove faceva conoscere la Parola di Dio, traducendola nel loro vissuto.

Dal 1998 e per 3 anni, chiede di inserirsi in una parrocchia vicino a Modena come collaboratore parrocchiale. A fine ottobre del 2001, don Angelo rientra in Congregazione e si inserisce nella comunità di Roma Primo Maestro con l’incarico di vice-parroco alla Regina degli Apostoli. Anche in questa nostra parrocchia si prodiga nell’animazione spirituale della gente, nella confessione e nell’accompagnamento di un gruppo di giovani. Vi opera per 10 anni, prima cioè di continuare il suo ministero ad Ariccia Casa Divin Maestro, disponibile per l’animazione della Famiglia Paolina dei Colli Albani e dei gruppi che frequentavano la nostra comunità.
Nel 2016 viene trasferito a Roma San Paolo dove vive il suo ministero in alcune comunità religiose con dedizione e passione.
Da poco più di un anno don Angelo si trovava nella comunità “Timoteo Giaccardo”, perché la sua salute era diventata sempre più fragile. Le diverse complicazioni fisiche dovute all’età richiedevano maggiore cura e non poteva assumersi altri impegni. Il 9 maggio improvvisamente, il suo cuore ha ceduto.

Tutto il bene che lui ha seminato, soprattutto in libreria e con i giovani, sia moltiplicato per quattro, per cento… secondo il Patto del Beato Giacomo Alberione.
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