Sotto, indicativamente, in giallo le aree allegabili dei prati di San Clemente e, in viola, l'area allagata in questi giorni

E invece in questo caso è successo. Via Cavo Argine e via adiacenti, dove abitano tante famiglie e titolari di aziende agricole (qui c'è anche un allevamento di cani Labrador, tutti trasferiti con l'arrivo dell'acqua), sono state invase come non mai, facendo temere il peggio anche a chi, negli anni, si è costruito un argine perimetrale a difesa della sua proprietà. 'Precipitazioni del genere, pur intense, ne avevamo viste ed eravamo relativamente tranquilli perché negli anni, anche in condizione di piena del Naviglio e chiusura delle porte vinciane, l'acqua non era arrivata fino a qui, almeno con questo livello che ha inghiottito strade, cortili, campi. A perdita d'occhio'.
A confermalo anche chi vive in quella zona da 30 anni. 'Qualcuno ci dica cosa è successo a livello di porte vinciane o altri aspetti del nodo idraulico che hanno creato questo problema. Anche chi vive qui da 40 anni e che è consapevole di dover convivere con le acque del Naviglio, non avrebbe pensato di trovare una condizione simile'. In affetti l'acqua ha allagato, in direzione sud, tutti i campi fino a lambire strada Munarola. Ad oltre un chilometro e mezzo da quello che dovrebbe essere il limite sud delle casse. A subirne le conseguenze anche cani, e gatti, rifugiatisi in edifici rimasti isolati perché non abilitati.
I residenti, che abbiamo raggiunto questa mattina, riuniti in gruppo e muniti di stivaloni, hanno tentato di raggiungere la casa in via Dotta, dove da sabato sono chiusi con 4 cani isolati, ma con ancora oltre mezzo metro d'acqua.


