Secondo il racconto, la dinamica è ormai tristemente nota: un camioncino cassonato, apparentemente di un normale utente, entra vuoto nel centro di raccolta, si dirige verso il box dove vengono depositati i rottami ferrosi. Scende una persona, carica buona parte del cassone e si avvia verso l’uscita con il materiale sottratto.
Un’azione rapida, disinvolta, compiuta, con evidente senso di totale impunità. Eppure si tratta a tutti gli effetti di furto: nel momento in cui un materiale viene conferito, diventa proprietà di Hera, oltre a rientrare nelle procedure di sicurezza e nel corretto funzionamento del servizio pubblico.
La mancata reazione degli operatori sarebbe riconducibile a quanto già sottolineato nei precedenti casi. Dopo avere ricevuto reazioni dure, e non avendo comunque strumenti per intervenire sotto l'aspetto della sicurezza, gli operatori seguirebbero l'indicazione di non affrontare direttamente chi sta commettendo il reato, per evitare appunto rischi e possibili reazioni aggressive. La reazione diretta sarebbe compito delle forze dell'ordine alle quali comunque le segnalazioni sarebbero puntualmente inoltrate, anche da parte di Hera. In questo caso anche dall'utente che ha segnalato il caso e che avrebbe contattato la Polizia Locale.
'Il Comune di Modena e il Gruppo Hera stanno affrontando il fenomeno dei furti alle stazioni ecologiche che, su segnalazione degli operatori, sono stati e vengono costantemente denunciati alle forze dell’ordine e condivisi nei tavoli istituzionali e con le autorità competenti' - comunica Hera.
'La multiutility, da tempo, sta mettendo in campo quanto nelle proprie possibilità e facoltà per rafforzare il presidio e garantire lo svolgimento dell'attività in sicurezza, a tutela dei lavoratori e degli utenti, anche attraverso un servizio di vigilanza dedicato e itinerante' - conclude Hera.



