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Aperitivo con Amanda

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Improvvisata modenese all'evento inaugurale del Festival della giustizia penale. Nel chiostro del dipartimento di Giurisprudenza: 'Nessuna intervista, parler? sabato'


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Amanda Knox è tornata in Italia. la prima volta dopo la sentenza di assoluzione del 2011. Dopo essere atterrata a Malpensa ha fatto subito tappa a Modena, dove sabato sarà la protagonista assoluta, con il suo intervento, al Festival della Giustizia Penale. Una pizza in centro storico, nel primo pomeriggio, poi l'annuncio della partecipazione all'aperitivo inaugurale del Festival. Programmato presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università, in via San Geminiano. Appuntamento alle ore 18. Il sistema di sicurezza e media si scatena. L'evento è privato, i giornalisti non ammessi, ma interviene il rettore: 'L'università è di tutti ed i giornalisti hanno diritto. Compatibilmente con il sistema di sicurezza dell'ospite e ovviamente dell'università'. Ci si organizza al volo. L'ufficio stampa del Dipartimento dà il meglio e riesce a gestire la pur cortese pressione di tutti. Dalle piccole testate di provincia e ai free-lance, alla CNN. Perché ci sono anche i media americani. Via San Geminiano è quasi blindata. Amanda arriva a bordo di un Audi. Entra da un ingresso laterale. L'appuntamento è nel chiostro, dove fa il suo ingresso con il fidanzato Christopher Robinson, vestita di viola, anzi lilla tengono a precisare alcune ospiti. Abito senza maniche, casual. Semplice,  come lo spritz che ordina e sorseggia.

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Capelli sciolti, senza trucco. Tutto però sembra calcolato.

Parla con gli ospiti e gli organizzatori del convegno davanti a fotografi e operatori di mezzo mondo. Tenuti a distanza. L'evento, come detto, è privato. Operatori e giornalisti arrivati in città già da questa mattina, anche oltre oceano.  Ma è pronta ad accettare la richiesta di farsi riprendere e fornisce indicazioni agli organizzatori. La sua immagine, anche a distanza, soprattutto se in un contesto apparentemente informale, rende alle TV di tutto il mondo così come  a lei stessa. Come una regista della scena in cui lei è l'unica protagonista. Operatori e giornalisti vengono divisi in tre gruppi. Tre minuti ogni gruppo, a distanza. Lei lo sa e vuole dare il diritto a tutti di fare foto e immagini, in modo artificialmente naturale. Rassicura gli organizzatori: 'Tutti avranno le stesse immagini'. Così sarà.  Lei rispetta i tempi, come su un set, voltandosi a volte, ma non spostandosi mai da quel punto in cui sa gli obiettivi sono puntati, su di lei. Lei lo sa, e non tradisce le aspettative.
Tutti se ne vanno soddisfatti, con le immagini per telegiornali e lanci di agenzia. 
Sabato il suo intervento, al Forum Monzani, nella seconda giornata di lavori del Festival. 

Gi.Ga.

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