Ma il pm Andrea De Feis, di turno quando è arrivata la notizia del mancato ritorno di Cavallari nell'istituto penitenziario della Dozza, aprirà anche un altro fascicolo, inizialmente contro ignoti, per il reato di favoreggiamento. Gli investigatori stanno facendo accertamenti sull'eventuale ruolo e coinvolgimento di altre persone che potrebbero, in ipotesi, averlo aiutato, supportando la preparazione e l'esecuzione della fuga. E' stata invece rintracciata nelle scorse ore ed è risultata del tutto estranea ai fatti l'ex fidanzata di Cavallari, una 25enne che da minorenne rimase coinvolta, anche lei, nell'indagine sui furti. Era regolarmente nel Modenese, dove risiede e dove lavora e non avrebbe contatti con l'evaso da tempo, anni probabilmente. Inoltre, non risulta essere mai andata a trovarlo in carcere. E nessuno infatti l'aveva vista alla cerimonia di laurea né alla festa successiva, in un locale della zona universitaria dove il 26enne è stato con la famiglia.
Un appello al giovane evaso arriva da una modenese presente alla cerimonia, ecco la sua lettera aperta.
Giovedì 3 luglio ero alla laurea in Consulente del lavoro e delle relazioni aziendali dello studente detenuto Andrea Cavallari. Ho visto arrivare un ragazzo magro con i pantaloni corti, accompagnato solo dalla mamma. Si sono accomodati in un'aula troppo grande e vuota per l'occasione ed è iniziata la discussione, che aveva come fulcro il superamento della visione puramente punitiva della detenzione. Alla fine niente fiori, niente applausi, ma tanta commozione, poi sono andati via, soli come erano arrivati.
Lo studio e il lavoro in carcere sono fondamentali, il mancato rientro da un permesso può accadere, ed è qualcosa di molto grave, ma non deve essere motivo di ripensamento sulla finalità rieducativa della pena. E' facile dare opportunità ai bisognosi, ma loro partono da uno svantaggio sociale per cui non ragionano come noi. Una pecora smarrita va ripresa ed è qui che inizia di nuovo il recupero, più forte di prima. Per questo, memore delle parole che lui stesso ha scritto nella tesi voglio dire ad Andrea: Ti è stata concessa un'occasione di riscatto, adesso sta a te dimostrare di aver sviluppato la responsabilità di cui parlavi e che non erano parole vuote, solo così potrai essere davvero reintegrato nella società. Le vittime della tragedia, per cui sei stato condannato, non avranno una seconda possibilità, tu l'hai avuta, non buttarla via.


