'La miocardite - ha ricordato - è una malattia infiammatoria che prende il muscolo cardiaco e in base alla quantità di virus o agenti infettivi può dare scompenso e deficit contrattile. Ce ne è una forma meno evidente che guarisce e lascia cicatrici, ma anche a distanza di tempo può determinare complicanze severe di tipo aritmico fino alla morte improvvisa'. Per questo ai giovani atleti vaccinati, sottoposti a maggiori stress fisici, ha raccomandato 'elettrocardiogramma sotto sforzo, ecocardio e poiché sulla miocardite anche l’elettrocardiogramma può non essere sensibile se ci sono sintomi, bisogna fare la risonanza'.
LE MORTI IMPROVVISE
Le morti improvvise sono quindi allo studio. 'Ci sono segnalazioni - ha precisato il cardiologo - di morti improvvise tra i giovani. In una lettera un cardiologo Usa lamenta che nel 2021-2022 277 atleti siano morti all’improvviso, mentre la media degli anni precedenti era di 29, al massimo 100 in altre casistiche'. Sono gli anni della vaccinazione anti-Covid, richiesta dallo Stato. E ancora uno studio 'tedesco su 25 persone con morte improvvisa entro 20 giorni dalla vaccinazione ha riscontrato in 4 di queste persone, ovvero il 16%, la miocardite. I numeri delle morti improvvise, insomma, sono preoccupanti almeno in fascia d’età giovanile'.
I DUBBI SULLA NECESSITÀ PER I GIOVANI E SUL GREEN PASS
Sui rischi del Covid Capucci si rifà anche a quanto pubblicato 'già nel 2020 da Jama Pediatrics: solo il 7% dei giovani under 18 ha avuto una malattia severa rispetto al 53% degli adulti e già questo - ha insistito - rende dubbia l’utilità del vaccino per proteggere un giovane che ha scarsa possibilità di avere la patologia severa'.
Dubbi, da parte del medico, anche sulla comunque superata questione Green pass.
L’APPELLO AI MEDICI
Infine un appello ai medici che hanno suggerito ai genitori di vaccinare i figli a prescindere: 'Siamo medici e la nostra professione - ha ribadito il cardiologo - non è seguire pedissequamente le linee guida, ma valutare il paziente e fare il bene della sua salute. Le nuove evidenze- ha concluso- dicono di avere prudenza invece di effettuare una terapia non così testata per cui il rapporto rischio beneficio non pare favorevole ai giovani'.


