Fa piacere vedere bar, tavole calde e ristoranti lavorare al massimo, nelle ore in cui è loro consentito. Fa piacere vedere lo sforzo, altrettanto massimo, di esercenti, negozianti e ristoratori di rispettare e fare rispettare, nelle fasce orarie diurne consentite, le regole del distanziamento, dell'igienizzazione (aspetto che dalle foto dei tavolini all'aperto dei plateatici, emerge). Fanno invece pensare le tante immagini di seppur involontari assembramenti, dovuti alla grande quantità di persone presenti in centro storico, sabato e domenica pomeriggio. Che riportano ad una voglia di normalità che ancora, purtroppo non corrisponde alla realtà. Sabato, è un dato di fatto che non presume alcun giudizio di merito né in negativo né in positivo, il centro era pieno di persone che soprattutto nel tratto di via Emilia centro da corso Duomo a Corso Canalgrande erano per forza di cosa vicinissime una all'altra, quasi attaccate. Obbligate ad essere tali, per la loro quantità.
Assembrati anche davanti ai dehors e ai plateatici sempre più estesi dei bar e delle attività di ristorazione, in attesa del liberarsi di un posto per la colazione o l'aperitivo. Concentrati prima, per uno spritz che non potendo essere dalle 18, va bene anche alle 17. Quasi che l'essere all'aperto e non al chiuso di un centro commerciale rappresentasse un lasciapassare anti-covid. Che forse potrebbe anche essere. Forse. Fatto sta che senza esprimere giudizi, la situazione è questa e, con l'Emilia-Romagna confermata in fascia gialla, ancora sarà. Prossimo fine settimana compreso.
Assalto al centro, prima delle 18 non si rinuncia a 'vasca' e 'ape'
Nel fine settimana, in centro a Modena, la folla di sempre. Il fermo dei bar alle 18, ha portato anzi ad anticipare il tutto. Assembramenti involontari compresi
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