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Autovelox tangenziale: il Comune fa tarare lo strumento della discordia

Autovelox tangenziale: il Comune fa tarare lo strumento della discordia

Il modello Kria T-Exspeed V.2.0 sospeso e sequestrato in altri comuni d'Italia per assenza di omologazione ma che a Modena ha continuato a rimanere acceso


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Mentre la Cassazione aveva disposto i sequestri nazionali del rilevatore di velocità modello Kria T-Exspeed V.2.0 per assenza di omologazione, l'amministrazione comunale affida alla ditta T.E.S.I. S.r.l. per una spesa complessiva di 1.830 euro, IVA inclusa, il servizi di revisione, taratura periodica e intervento direttamente sul posto per lo strumento rilevatore di velocità attualmente attivo lungo la tangenziale di viale Carducci. Questo provvedimento, legato alla normale manutenzione tecnica e al rispetto degli obblighi di verifica metrologica annuale stabiliti dalla Corte Costituzionale, riporta in auge il dibattito giuridico e politico di portata nazionale riguardante la legittimità del funzionamento del modello di dispositivo in funzione anche a Modena finito al centro di un maxi-sequestro giudiziario ordinato dalla Procura di Cosenza e successivamente convalidato dalla Corte di Cassazione a causa di una contestata assenza di una formale omologazione ministeriale.
La scelta di Piazza Grande è sempre stata quella del mantenimento in funzione dell'autovelox, a differenza di quanto per esempio fatto dal Comune di Formigine che in via precauzionale ne sospese il funzionamento. Nel merito il Comune di Modena, ha motivato il mantenimento in funzione dello strumento in tangenziale con la copertura data dai decreti di approvazione ministeriale prolungati nel tempo e che, soprattutto, il
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provvedimento dell'autorità giudiziaria non avrebbe colpito in modo specifico e diretto la singola matricola 2121 operante in viale Carducci.
“L’attuale ordinanza della Corte di Cassazione - affermò un anno fa l'assessore con delega alla sicurezza del Comune di Modena Alessandra Camporota rispondendo ad una interrogazione sul tema - non muta il quadro giuridico-normativo né la posizione espressa dal Ministero dell’Interno già nel 2024, che sottolinea la regolarità dell’utilizzo di sistemi di rilevazione della velocità approvati e non omologati, sostenendo la sostanziale equipollenza dei processi di approvazione e omologazione”.
Per il Comune, spegnere preventivamente l'apparecchio senza una specifica notifica significherebbe rinunciare alla tutela della sicurezza stradale su un'arteria ad alto scorrimento.
Di contro, l'orientamento della Suprema Corte ha chiarito che l'approvazione tecnica del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non può in alcun modo sostituire l'omologazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rendendo di fatto illegittimi e annullabili tutti i verbali emessi da dispositivi sprovvisti di tale requisito originario.

Nel frattempo, l'affidamento del servizio alla ditta toscana conferma che l'occhio elettronico di viale Carducci continuerà a scattare fotografie e a registrare in forma automatica le infrazioni, contribuendo al volume di sanzioni amministrative per infrazioni al Codice della strada elevate sempe più attraverso dispositivi elettronici che hanno portato gli introiti nel bilancio del Comune alla cifra record annuale di 20 milioni di euro, raddoppiata negli ultimi dieci anni.
Una cifra che potrebbe essere ulteriormente incrementata dall'attivazione, a breve, dei due nuovi dispositivi autovelox in corso di installazione in altri due punti della tangenziale di Modena, in direzione Milano.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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