Un investimento da oltre tre milioni di euro, due anni e mezzo di lavori e ventisette anni di esperienza nel campo dell’AI hanno dato vita a un hub unico in Emilia-Romagna, destinato a diventare un riferimento nazionale e internazionale.
I filoni scientifici di sviluppo
Il Centro riunisce tre grandi filoni scientifici che rappresentano l’anima della ricerca Unimore che da più di 20 anni, attraverso dell'allora docente e oggi Rettore Rita Cucchiara, studia e sperimenta le nuove frontiere dell'Intelligenza artificiale.
Il primo è quello del Medical Imaging e della Bioinformatica, dove l’intelligenza artificiale incontra la medicina personalizzata attraverso l’analisi di immagini dermatologiche, TAC tridimensionali e dati clinici e molecolari integrati.
Il secondo riguarda la visione artificiale, la comprensione del comportamento umano e la robotica, con studi che spaziano dall’anomaly detection alla sicurezza ferroviaria, dai dataset sintetici utilizzati in tutto il mondo ai robot capaci di interagire con le persone.
Il terzo filone guarda invece ai modelli generativi e multimodali, la nuova frontiera dei Large Language Models, sviluppati in chiave sostenibile, sicura ed etica grazie a progetti europei come ELSA, ELIAS ed ELLIOT.
Robot umanoidi interagiscono e salutano i presenti
Durante l’inaugurazione, un robot umanoide, che incontriamo in una grande sala a piano terra, monitorata da decine di telecamere e dove i ricercatori sperimentano e tracciano movimenti di persone e robot, ha salutato i presenti, e persino giocato con i visitatori. Un ambiente immersivo dove i visori sono capaci di rilevare volti, movimenti e posture. Qui si testano le interazioni uomo-robot e le applicazioni che presto potrebbero entrare nella vita quotidiana. I docenti spiegano che le sue applicazioni possono essere già molteplici: dall’assistenza negli studi dentistici alle reception ospedaliere, dal supporto agli anziani e alle persone con disabilità fino a impieghi più complessi, come quelli legati alla sicurezza.
Accanto a lui, un robot quadrupede si muove con la disinvoltura di un cane da compagnia, ma con potenzialità che spaziano dalle ispezioni al soccorso in scenari di emergenza e di ordine pubblico.
Salendo la scenografica scala rossa si arriva agli uffici dell’AI Academy, dove decine di ricercatori studiano le tecnologie emergenti.
Una grande potenza di calcolo
Dietro le quinte del Centro pulsa una potenza di calcolo impressionante. La parte dedicata al training su larga scala è coordinata dal prof. Lorenzo Baraldi, che guida progetti EuroHPC sfruttando milioni di ore GPU sull’infrastruttura del CINECA. L’UniMORE AI Center ospita uno dei server farm universitari più estesi d’Italia, con venticinque server e centouno GPU che raggiungono una potenza complessiva di circa quattro PetaFlops. Una dotazione resa possibile grazie a donazioni, acquisizioni e progetti PNRR come ITSERR, Fit4MedRob e FAIR, in collaborazione con il CNR e con diversi programmi europei. Su questi temi, la prof.ssa Marcella Cornia ha ricevuto il prestigioso premio come miglior dottorato europeo dall’European
Il rettore Rita Cucchiara: 'Qui nuove generazioni di ricercatori'
Durante la cerimonia, la Rettrice Rita Cucchiara ha sottolineato come il nuovo Centro rappresenti un passaggio fondamentale per l’Università: “Vogliamo formare nuove generazioni di ricercatori e contribuire allo sviluppo di un’intelligenza artificiale del futuro”.
Le ricerche presenti e future dell’UniMORE AI Center sono pienamente allineate alla visione europea della trustworthy AI, all’AI Act e alla Strategia Italiana sull’Intelligenza Artificiale. L’obiettivo è sviluppare un’intelligenza artificiale italiana, riconosciuta nel mondo, aperta e collaborativa, rispettosa dell’etica, dei diritti umani e dei principi di sostenibilità sociale e ambientale.
L’UniMORE AI Center non è solo un edificio: è un ecosistema, un laboratorio diffuso, un piccolo villaggio dell’innovazione che promette di portare Modena – e l’Italia – nel cuore della ricerca internazionale sull’intelligenza artificiale. E oggi, tra benedizioni, robot che salutano e supercomputer che macinano milioni di ore GPU, questo viaggio è ufficialmente iniziato.
Association of Computer Vision
Dal 2018, il centro interdipartimentale AIRI, diretto dal prof. Simone Calderara, coordina le attività AI di Unimore integrando quattro dipartimenti – Ingegneria “Enzo Ferrari”, Fisica Informatica e Matematica, Economia “Marco Biagi” e Scienze e Metodi dell’Ingegneria di Reggio Emilia – oltre a ricercatori provenienti da altre aree. AIRI include anche la AI Academy, dedicata alla formazione industriale e ai seminari rivolti a stakeholder esterni.


