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Fashion victims, quando la moda influenza identità: alta partecipazione al convegno di ieri a Modena

Fashion victims, quando la moda influenza identità: alta partecipazione al convegno di ieri a Modena

Il coordinamento lavori affidato alla dottoressa Maria Teresa Donini, consigliera CUP e coordinatrice CPO dell’Ordine Medici, e all’avvocato Mirella Guicciardi


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'Le vittime della moda (fashion victims): salute, moda, lavoro, sicurezza, aspetti psicologici e medico legali'. L’evento di ieri, promosso con il patrocinio del Tavolo comunale delle Politiche di Genere del Comune di Modena, ha fatto registrare una partecipazione significativa e qualificata, sia in presenza sia da remoto, confermandosi quale autorevole occasione di confronto su un tema particolarmente attuale. Il coordinamento dei lavori è stato affidato alla dottoressa Maria Teresa Donini, consigliera CUP e coordinatrice CPO dell’Ordine dei Medici, e all’avvocato Mirella Guicciardi, coordinatrice CPO CUP e vicepresidente del CPO dell’Ordine degli avvocati. Il programma ha consentito di approfondire il fenomeno delle fashion victims nei suoi molteplici aspetti, da quelli sanitari e psicologici a quelli sociali, educativi, ambientali e giuridico-medico-legali, offrendo ai partecipanti un’importante occasione di aggiornamento e riflessione interdisciplinare, nella prestigiosa cornice dell’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena. 


Moda non è solo una tendenza: è anche un modo per esprimere chi siamo (o vorremmo essere) e come desideriamo essere percepiti dagli altri. Ma quando questo linguaggio viene guidato dalla visione di ripetute immagini ritoccate, filtri, algoritmi e modelli estetici irraggiungibili, può avere conseguenze negative.

Quella di ieri è stata una riflessione pubblica sugli effetti fisici, psicologici e relazionali dei

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modelli estetici di questi anni, che parte dalla letteratura scientifica che ha già descritto fenomeni come la cosiddetta Snapchat dysmorphia e il perception drift, cioè lo slittamento progressivo della percezione di ciò che appare “normale” o desiderabile sotto l’influenza di immagini digitalmente alterate.

Il tema riguarda in modo particolare adolescenti e giovani, come mostrano i dati dello studio HBSC (Health Behaviour in School-aged Children) richiamati dall’OMS (Organizzazione mondiale della sanità): a 15 anni, il 40% delle ragazze e il 22% dei ragazzi si dichiarano insoddisfatti del proprio peso corporeo.

E, sempre l’OMS, segnala che la quota di adolescenti con un uso problematico dei social media è passata dal 7% nel 2018 all’11% nel 2022, con valori più alti tra le ragazze.

Il convegno ha affrontato anche il tema del fast fashion e della qualità dei materiali utilizzati per produrlo. Che, oltre essere tra le principali fonti di inquinamento ambientale come ricorda l’Agenzia europea dell’ambiente, potrebbero contenere PFAS, detti anche inquinanti eterni, responsabili di diversi problematiche di salute, tra cui riduzione della fertilità e reazioni allergiche cutanee. L’Agenzia europea dell’Ambiente (EEA) segnala che l’esposizione al bisfenolo A (un tipo di PFAS) in Europa supera ancora i valori di sicurezza.

L’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), inoltre, ha sostenuto restrizioni per oltre 1.000 sostanze sensibilizzanti cutanee utilizzate in abbigliamento, calzature e altri articoli a contatto con la pelle.

Nel corso dell’incontro si è parlato infine della crescente normalizzazione di procedure estetiche sempre più spinte. Il Global Survey 2024 dell’ISAPS registra quasi 38 milioni di procedure estetiche nel mondo in un solo anno, mentre una review del 2026 pubblicata su Aestethic Plastic Surgery documenta l’emergere di tecniche di rib remodeling, il rimodellamento del girovita. Dati, questi ultimi, che però hanno ancora evidenze molto limitate. 

Nella foto in alto la dottoressa Maria Teresa Donini con l'assessore Giulio Guerzoni

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