A testimonianza di ciò, di questa vitalità intellettuale, che grande slancio ha ottenuto con le Amministrazioni di sinistra, e in modo particolare con l’ultima e Matteo Lepore quale Assessore alla Cultura ed oggi candidato sindaco, i cittadini delle due torri potranno godere dell’Orgasmatron Redux: opera d’arte che riunisce diverse tecniche della stimolazione sessuale in un’unica esperienza.
L’artista dell’Orgasmatron Redux si fa chiamare Norma Jeane – il vero nome di Marilyn Monroe – poiché per modestia non vuole essere identificato. L’unica informazione è che Bologna ha saputo coglierlo dagli Stati Uniti: infatti, Norma Jeane è nata a Los Angeles, il 5 agosto del 1962.
Ma di che si tratta? La città della Garisenda e degli Asinelli, patria della maschera di Balanzone – personaggio saccente e presuntuoso, abilissimo nel prendere in giro le persone – già ci aveva stupiti con la nascita di un movimento spontaneo, apolitico e apartitico di nome “Sardine”, costituito da iscritti e simpatizzanti della costellazione di sinistra.
Oggi, e nell’arte, tocca vette sublimi con il nuovo progetto per Le Serre dei Giardini Margherita, in collaborazione con Kilowatt e il Museo d’Arte Moderna di Bologna. Questo progetto è appunto l’Orgasmatron Redux: l’eccitatore definitivo, equipaggiato da un impianto che trasmette toni binaurali calibrati per indurre l’abbandono erotico.
Forse anche la canzone “Disperato erotico stomp” del bolognese Lucio Dalla - con il suo “Mi son steso sul divano. Ho chiuso un poco gli occhi. E con dolcezza è partita la mia mano” – poteva essere candidata a colonna sonora dell’esperienza, ma l’artista ha preferito restare su generici e singoli suoni.
Naturalmente, questa scatola di legno ha una comoda seduta interna, impregnata ogni giorno di androstenone, androstenolo e copuline (il complesso feromonico umano sia maschile che femminile), poiché l’Orgasmatron Redux è utile ad entrambi i sessi; l’illuminazione interna è rossa, a richiamare antichi luoghi di perdizione.
Gli attenti cultori dell’espressione artistica moderna possono visitare il dispositivo, che è già operativo dal 1 settembre, nella nuova area delle Serre dei Giardini Margherita; unica restrizione indicata dall’artista, è che l’accesso è consentito esclusivamente a una persona per volta causa pandemia da Covid, ma non è detto che in futuro, se l’attuale Amministrazione sarà confermata, non si possa usufruire di strutture più grandi e adatte ad ospitare più persone contemporaneamente. In caso contrario, si tornerà a iniziative polverose, a celebrare ad esempio la scuola pittorica bolognese, che dal ‘300 illuminò, quella sì, l’arte figurativa italiana ed europea.
Con l’Orgasmatron Redux si è quindi passati dall’espressione “mano dell’artista” ad “artista della mano” e di ciò si deve ringraziare l’avanguardistica visione dell’arte che l’Amministrazione bolognese e sue espressioni hanno saputo mettere in campo. Chapeau.
Massimo Carpegna


