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Bonaccini esalta Bottura: ecco cosa resta dei simboli della sinistra

Bonaccini esalta Bottura: ecco cosa resta dei simboli della sinistra

Coloro che con 500 euro sfamano una famiglia di 4 persone per un mese, come interpreteranno il suo viso sorridente con sopracciglia disegnate e barba scolpita?


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Sui social lo hanno rimarcato tutti, il tenore dei commenti è pressochè unanime. 'Ci andrei volentieri, ma con la pensione che mi ritrovo il conto lo mando a te?', 'se ti capita vai alla mensa dei poveri a fare il fenomeno', 'bella la vita con 15 mila euro al mese, pardon sbagliato questo mese c'è la tredicesima quindi raddoppio 30 mila euro', 'quanto sono lontani i tempi in cui i rappresentanti del Popolo andavano a mangiare in trattoria...', 'il grande compagno Bonaccini mangia in un ristorante che non tutti si possano permettere, da Bottura, e poi predica la povertà...'
L'europarlamentare Pd Stefano Bonaccini, sempre attivissimo sui social, si è lanciato ieri in un elogio allo chef pluristellato Massimo Bottura, con tanto di foto a tavola.
Il problema non è l'invidia sociale e neppure il pauperismo fine a se stesso, ma una banale questione di opportunità.
E' opportuno che il presidente nazionale del più grande partito della sinistra italiana, il partito erede del Pci di Berlinguer, esalti la cucina di un ristorante che - legittimamente si intende - propone dei menu a 350 euro a testa più 240 euro di vini abbinati?
'Qualcuno era comunista perchè beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari...' cantava Giorgio Gaber.
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Ora di quella sinistra cosa è rimasto? Che messaggio pensa di trasmettere il presidente nazionale Pd con questa ostentata pubblicità alla cucina di Bottura?
Coloro che con 500 euro sfamano una famiglia di 4 persone per un mese e pagano anche la benzina della loro Dacia Duster (la stessa con la quale Bonaccini si vanta di girare), come pensa, Bonaccini stesso, che interpretino il suo viso felicione con sopracciglia disegnate e barba scolpita mentre mangia (a pagamento o gratis non importa) da Bottura? C'era proprio bisogno di ostentare cotanta gioia da lustrini e paillettes? Per essere popolari non bisogna essere populisti, ma di certo neppure snob.
Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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