«Rispettiamo fino in fondo le interpretazioni, da qualunque parte esse provengano, ma l'algida evidenza dei numeri difficilmente può essere interpretata diversamente: 250 operatori contagiati nel mese di luglio, che diventano 1951 nel mese di agosto e che da ultimo, dopo un leggero calo arrivano comunque a 1694, chiedono risposte certe, non mere rassicurazioni. Stiamo parlando di dati ISS, riportati fedelmente da Il Sole 24 Ore nella giornata del 31 agosto scorso. Con la stessa meticolosità analizziamo, di settimana in settimana, i dati Istituto Superiore Sanità da oltre un anno, incrociandoli con le percentuali Inail, per rapportarli a macro periodi di 30 giorni. Ebbene, solo una settimana fa, i nuovi infettati tra gli operatori sanitari erano 1820, adesso sono 1694. Questi dati, e ci dimostri il contrario chi può, indicano che dal 20 agosto al 20 settembre si sono ammalati in media 56 operatori sanitari al giorno, dei quali, lo dice l’Inail, l’82% sono infermieri. Quindi ad oggi si sono infettati in media, nell’ultimo mese, 46 infermieri al giorno. La settimana scorsa la media era di 50».
«Ribadiamo pubblicamente la nostra richiesta al Ministero della Salute, affinchè delle motivazioni dei contagi tra gli operatori sanitari sia data contezza attraverso studi ed approfondimenti specifici. Non riteniamo bastevoli meri e variegati pareri, ancorchè meritevoli della massima attenzione quando resi da autorevoli personalità del mondo scientifico: i nostri infermieri chiedono posizioni ufficiali sostenute da evidenze scientifiche. Ci aspettiamo, pertanto, che le istituzioni diano, senza ulteriore indugio, indicazioni chiare, precise e dettagliate sull'esigenza o meno della terza dose per gli operatori sanitari e confidiamo, in caso positivo, che tali indicazioni non transigano ulteriormente dall'indicare le date precise e le modalità con le quali i soggetti interessati saranno chiamati a vaccinarsi», conclude De Palma.



