“La modifica del Regolamento - ha sottolineato l'Assessore ai servizi sociali Roberta Pinelli - assicura un più fedele allineamento alle recenti sentenze sull’applicazione dell’Isee come indicatore unico della valutazione della situazione economica ai fini dell'ottenimento di agevolazioni tariffarie. Di fatto elimina per i Centri diurni la tariffa base fissata per tutti dal Comune di Modena in 6 euro al giorno a fronte di una spesa media di 128 euro riconosciuti ai gestori del servizio; mentre la quota media per le prestazioni nei Centri residenziali nel 2019 è mediamente ammontata, per l’utente, a 32 euro, a fronte di una spesa di 187 euro”.
“Il nuovo metodo di definizione del diritto all’agevolazione - prosegue l’assessora Pinelli - continua a basarsi sul reddito delle persone disabili e, come in passato, il contributo richiesto per usufruire delle prestazioni è proporzionale alla disponibilità economica, ma non tiene più conto, per esempio, dell’assegno di accompagnamento”.
Una commissione composta da cinque membri (funzionari e dirigenti di Comune e Ausl, che si riunisce con cadenza trimestrale), dispone gli accessi ai servizi e un’équipe integrata socio-sanitaria, l’Unità di valutazione multidimensionale (Uvm), si occupa di attribuire i punteggi; la stessa Uvm può valutare anche, nel tempo, la modifica dei servizi residenziali o diurni assegnati.
Le ragioni del no dell'opposizione
Parla di poca chiarezza sui costi del servizio e mancato coinvolgimento famiglie e associazioni e mancata istituzione di un fondo per il risarcimento capogruppo Fdi-Popolo della Famiglia Elisa Rossini contraria al documento proposto dalla giunta
'Nel Regolamento - afferma - è sparito qualsiasi chiarimento in merito al calcolo del costo del servizio che in precedenza era, seppur in maniera errata come deciso dalla giurisprudenza pronunciatasi in casi che vedevano coinvolti altri Comuni, indicato all’articolo 12 e ulteriormente specificato all’articolo 15. Quindi noi oggi non siamo in grado di capire come sarà definita la compartecipazione al costo del servizio. Non solo, da notare anche la chiusura completa di fronte alla richiesta sull’intenzione di istituire un fondo per il risarcimento a favore dei disabili che hanno contribuito ai costi del servizio con l’utilizzo dei criteri che la giurisprudenza ha stabilito essere illegittimi.
Parla di aspettativa disattese, rivendicando l'azione per il cambio del regolamento ormai 'fuori norma' sollecitata già con una interrogazione nel novembre scorso, il Capogruppo di Forza Italia Piergiulio Giacobazzi: 'll cambio di rotta verso l’equità nella compartecipazione alla spesa per l’accesso ai servizi per disabili del Comune di Modena, introdotto nel regolamento, è apprezzabile ma non sufficiente a garantire quella trasparenza, quella certezza dei costi e quella equità che gli utenti modenesi chiedono. Purtroppo nonostante siano passati 4 mesi, l’Amministrazione non è riuscita ad apportare soluzioni e modifiche adeguate e trasparenti nei confronti dell’utenza. Una soluzione calata dall'alto che pone come centrale non la chiarezza dei costi ma la discrezionalità di una commissione scelta in maniera altrettanto discrezionale che deciderà sui singoli casi. Non era questo ciò che chiedevano gli utenti. Forse se il Comune fosse partito da loro e dai loro bisogni, senza 'imporre' l’ennesima soluzione preconfezionata si sarebbe raggiunto un risultato migliore”
Il consigliere di Forza Italia ha concluso sottolineando che “l’Amministrazione decide in maniera soggettiva troppi elementi: la formazione delle commissioni, la stessa valutazione della persona disabile, che non prevede un vero contraddittorio, e la scelta della struttura in cui inserire la persona, su cui non si può intervenire”.
Anche secondo Barbara Moretti (Lega Modena) “una tabella avrebbe contribuito a fare maggiore chiarezza sulle contribuzioni”. Rilevando la “parziale soddisfazione per le modifiche che hanno riguardato il Regolamento”, e sottolineando la necessità di revisionare le modalità di contribuzione al costo del servizi “viste le pronunce della magistratura”, la consigliera ha sollevato dubbi sul fatto che “nella definizione delle graduatorie degli ospiti si contino pure i servizi privati”. Inoltre, Moretti ha chiesto “maggiore precisione” nell’ambito delle procedure di variazione delle prestazioni pensate per gli ospiti.
Per il Pd, Vittorio Reggiani ha messo l’accento sulla progettazione personalizzata delle azioni per persone disabili: “In questo percorso possono essere coinvolte le figure che vivono intorno all’ospite del Centro, col ruolo centrale dell’assistente sociale. Si tratta di un punto fondamentale, perché contribuisce a definire il percorso di assistenza”. Reggiani ha sottolineato anche l’importanza, per il Comune, di avere il “quadro” dei servizi proposti dai centri, “per individuare la destinazione migliore per ogni persona, anche costruendo gruppi il più possibile omogenei e quindi azioni maggiormente efficaci”.
In sede di dichiarazione di voto, per il PD Antonio Carpentieri ha spiegato che “il documento che stiamo votando è un Regolamento e, in quanto tale, deve indicare le linee di indirizzo e il quadro generale; in questo caso le modifiche prendono spunto da recenti sentenze”. Il capogruppo ha precisato che “è normale lasciare alla giunta la scelta delle politiche tariffarie, nel rispetto della legge e nei limiti della compartecipazione fissata dalla legge regionale. Di conseguenza, attraverso l’Isee è possibile conoscere i termini della compartecipazione”.
Nel dibattito è intervenuto anche il presidente del Consiglio comunale, Fabio Poggi: “Nel Regolamento non sono indicate le tariffe per i servizi – ha spiegato – perché i costi delle prestazioni sono adeguati annualmente. Per questo motivo, nel documento, in questo come in altri, vengono indicate solo le modalità per definire le stesse tariffe”.


