Articoli Società

Chat neonaziste e manuali per bombe: c’è anche un modenese nella rete dell'odio online

Chat neonaziste e manuali per bombe: c’è anche un modenese nella rete dell'odio online

Vasta operazione di ROS e Digos in tutta Italia: 17 perquisizioni, la maggior parte a carico di minorenni. Tra gli indagati un giovane della provincia di Modena e tre nel reggiano. Nelle chat spuntano istigazioni alla violenza e la pianificazione di attentati a circoli politici


3 minuti di lettura

Nelle chat spuntano istigazioni alla violenza e la pianificazione di attentati a circoli politici.
Una fitta rete clandestina sul web, alimentata da propaganda nazifascista, razzismo e istigazione alla violenza, che legava giovanissimi da un capo all’altro della penisola. C’è anche la provincia di Modena nella vasta inchiesta condotta dai Carabinieri del ROS e dalla Digos, che ha portato a 17 decreti di perquisizione in tutta Italia nell'ambito di un'indagine della Procura per i minorenni e di quella ordinaria.
Tra i soggetti finiti nel mirino degli investigatori figura infatti un giovane modenese, insieme ad altri tre coetanei della vicina provincia di Reggio Emilia, a testimonianza di come il reclutamento e la radicalizzazione online avessero trovato terreno fertile anche nel nostro territorio.

Il network su Telegram
L'indagine ha svelato l'esistenza di canali e chat private su Telegram – con denominazioni esplicite come 'Nuovo Ordine Europeo' o 'Fronte Fascista Italiano' – all'interno delle quali i partecipanti condividevano contenuti di estrema gravità. Non si trattava solo di retorica nostalgica: gli inquirenti hanno sequestrato video di stragi di massa, materiale antisemita, omofobo e suprematista, ma soprattutto veri e propri manuali per la fabbricazione di ordigni artigianali, armi da fuoco e sostanze chimiche pericolose.
I sospetti sui progetti di attentato
A far scattare l'allarme immediato e le successive perquisizioni sono stati i fitti scambi di messaggi in cui si pianificavano azioni violente sul territorio.
Spazio ADV dedicata a Onoranze funebri Simoni
Secondo quanto emerso, i membri della rete stavano ipotizzando spedizioni punitive e veri e propri attentati contro obiettivi specifici, tra cui moschee e circoli politici di sinistra, con espliciti riferimenti ai circoli 'Lenin'.
L'intervento tempestivo delle forze dell'ordine ha permesso di isolare i dispositivi informatici e il materiale in possesso dei ragazzi, interrompendo quella che gli inquirenti considerano una potenziale escalation.e accendendo nuovamente i riflettori sul fenomeno della radicalizzazione ideologica tra i giovanissimi della nostra provincia.


L'indagine nasce dal costante monitoraggio dei canali online riconducibili all'area accelerazionista, suprematista e neonazista.
Gli indagati partecipavano attivamente a due gruppi su un social network privato.
Un gruppo seguiva attivamente la chat del 'Nuovo ordine europeo' focalizzate sulla propaganda dell'ideologia nazista, la supremazia della razza bianca, l'antisemitismo, il negazionismo dell'Olocausto e la diffusione di manuali per la realizzazione di ordigni esplosivi.
Altri partecipavano al Fronte fascista italiano (Ffi), gruppo in cui venivano promossi odio e violenza contro ebrei, persone di colore e la comunità Lgbtq+.

Nel corso delle perquisizioni sono state sequestrate armi bianche, vessilli e oggettistica che richiama alla simbologia nazista,
nonché numerosi device usati per diffondere i messaggi di propaganda.

All'interno dei gruppi, i partecipanti condividevano e promuovevano manifesti e documenti estratti delle stragi compiute da attentatori suprematisti con descrizioni minuziose delle armi e delle dinamiche utilizzate; esaltazione di Adolf Hitler, delle SS e della simbologia fascista e suprematista; istruzioni operative con dei tutorial per il maneggio di armi da fuoco e bianche, oltre a manuali per la costruzione e l'innesco di ordigni esplosivi artigianali destinati ad aumentare l'impatto letale degli stessi.
Gli indagati, inoltre, partecipavano a sessioni di gioco interattivo utilizzati per ricreare ed eseguire virtualmente simulazioni di violenza ed eliminazione di minoranze etniche.

 

Foto Polizia di Stato

Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Pinocchio a rotta di collo

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.