Una sessantina di cittadini, tra residenti storici del rione e volti ormai abituali delle iniziative del comitato 'Modena merita di più', si sono radunati dalle ore 17 nell'area in cui hanno sede un gruppo di edifici abbandonati e pericolanti, riconoscibile dalla torretta visibile dalla tangenziale, all'angolo con via Nonantolana, nel rione Torrenova.
Si tratta dell'ennesimo presidio organizzato dal comitato nelle zone della città considerate 'calde', con l'obiettivo dichiarato di fare pressione sulle istituzioni pubbliche e attraverso le stesse istituzioni sulle proprietà affinché intervengano su un'area che da tempo, secondo quanto denunciato dagli abitanti e confermato dalla cronaca, ospita bivacchi, spaccio e occupazioni abusive da parte di persone senza fissa dimora, stranieri irregolari, tossicodipendenti e spacciatori. Qui ogni notte si consuma di tutto. Dalla droga al sesso. Le tracce sono ovunque insieme a quintali di rifiuti ammassati nelle aree esterne ma anche all'interno dei locali dove vengono ricavati bivacchi e giacigli di fortuna. Tra confezioni di cibo in scatola, cumuli di indumenti presumibilmente estratto dalle tante valige e trolley forse oggetto di furti e non solo. Qui trovano il loro mondo anche colonie di topi.
La mobilitazione era stata annunciata da giorni e, secondo i cittadini presenti, avrebbe sollecitato l'intervento della Polizia di Stato e della Polizia locale, coaudiuvato dai Vigili del Fuoco che ha allontanato temporaneamente gli occupanti dagli edifici ma per questo con effetti destinati a durare poche ore. Un risultato che il comitato accoglie comunque con soddisfazione ma anche con una certa amarezza e un pizzico di rabbia - afferma il referente del Comitato Mattia Meschieri
'Il blitz della Polizia di Stato e della Polizia Locale che abbiamo visto ieri non dovrebbe essere un'eccezione legata all'annuncio della nostra presenza oggi, ma una costante in una situazione di questo tipo. Se da un lato possiamo essere soddisfatti per un'area liberata, anche solo per qualche ora, dall'altro azioni di questo genere fanno anche un po' arrabbiare, perché dovrebbero essere la normalità. Anche perché non si è proceduto a bloccare gli accessi.
Nonostante lo sgombero temporaneo, i locali restano completamente accessibili: l'area non risulta recintata e nessuno degli ingressi agli edifici è stato murato o messo in sicurezza. Diversi residenti riferiscono che il via vai di persone sarebbe già ripreso nelle ore successive al blitz.
Il complesso della 'Casa del Fabbro' sorge a ridosso delle abitazioni del rione Torrenova, a pochi metri da un parco pubblico e da un'area di sgambamento cani, in un contesto che il comitato descrive come 'un'isola di degrado' i cui effetti si estendono, stando alla cronaca degli ultimi mesi oltre alle decine di segnalazioni, ben oltre il perimetro degli edifici: lungo via Nonantolana, fino alla stazione ferroviaria e alle zone limitrofe, dove i residenti segnalano un aumento di furti su auto e reati legati allo spaccio.
Il comitato ha ribadito l'intenzione di proseguire con nuove iniziative pubbliche finché non si giungerà a un intervento risolutivo: 'Da questa sera, o ancora prima, appena gireremo l'angolo, la situazione sarà uguale a quella di ieri, e non è più tollerabile. Per questo non ci fermeremo fino a che non ritorneranno condizioni di normalità per queste aree e non sia trovata una soluzione definitiva' - chiude Mattia Meschieri



