'Dopo l’acquisizione del chiosco da parte del Comune di Modena, avvenuta a seguito del fallimento della storica attività di ristorazione, la struttura rimase chiusa, inutilizzata e con le luci spente durante la notte. Fu Via Piave & Dintorni a interloquire con il precedente sindaco per sollecitare una soluzione e restituire al chiosco una funzione utile per il quartiere. Si arrivò così all’affidamento della struttura alla Polizia Locale per un utilizzo saltuario e alla convenzione con Croce Blu, finalizzata a garantire presenza sul territorio e informazioni alla cittadinanza. In quella fase l’associazione, impegnata su altri fronti, non poteva partecipare direttamente al progetto, ma rimase in contatto con i soggetti coinvolti e collaborò alla definizione della nuova funzione. Anche l’esperienza della Casa dei Rider va ricostruita correttamente: non era un’attività stabile poi improvvisamente scomparsa, ma un servizio limitato al periodo invernale. Durante il suo svolgimento ha convissuto con Via Piave & Dintorni, integrandosi con le attività dell’associazione e dimostrando che funzioni differenti possono condividere il chiosco senza escludersi. «Questa storia smentisce l’immagine di un’associazione passiva o contraria al cambiamento: fu proprio la nostra iniziativa a riportare attenzione e attività in uno spazio pubblico fino ad allora chiuso. Chi ha contribuito a recuperarlo e a costruirne la funzione di presidio non può oggi essere trattato come un semplice occupante da ricollocare altrove'.
Da qui la contestazione rispetto alle nuove scelte che prevederebbero il contestuale trasferimento della sede dell'associazione e ai metodi con le quali sarebbero state comunicate: 'Affermare che la convenzione non fosse legata a un luogo specifico non risponde alla questione posta.
La presenza di pubblico collegata al cinema potrà aumentare la frequentazione in determinati giorni e orari, ma l’area è già attraversata quotidianamente da studenti, pendolari, residenti, lavoratori, sportivi e runner. Un passaggio più intenso non equivale, da solo, a un presidio civico continuativo e non risolve automaticamente le criticità presenti.
Dire che la nuova destinazione potrà garantire un presidio efficace implica, per contrasto, che quello svolto finora dall’associazione non lo sia stato abbastanza. È un giudizio pesante, che finisce per descrivere implicitamente la nostra esperienza come inefficace, se non fallimentare, e che emerge anche dalle valutazioni espresse dal portavoce del PD intervenuto in aula. Se questa è la posizione politica della maggioranza, va dichiarata apertamente e sostenuta con fatti verificabili.
Ai volontari non spettano compiti di ordine pubblico, identificazione o allontanamento delle persone, che sono propri delle forze dell’ordine. Il ruolo dell’associazione consiste nell’osservare, mantenere una presenza di prossimità, dialogare con il quartiere e segnalare tempestivamente le criticità. La sua efficacia non può quindi essere misurata sulla capacità di eliminare fenomeni sui quali non ha poteri d’intervento. La permanenza nell’area delle presenze segnalate, nonostante gli interventi delle autorità, conferma la complessità del problema e rende improprio attribuire all’associazione la responsabilità della sua mancata soluzione.
Inoltre ricordiamo che in tutti gli anni di presidio effettuato l’associazione ha riattivato la coesione del tessuto sociale di residenti e commercianti che si era azzerata per l’esasperazione dovuta alle fortissime criticità territoriali.
Per Via Piave & Dintorni, «visibilità» non significa esposizione pubblica o riconoscibilità dell’associazione. Significa poter osservare direttamente uno specifico crocevia del quartiere nel quale si concentrano presenze illegali e persone in condizioni di sofferenza, intercettare tempestivamente le criticità, dialogare con i cittadini impegnati nel controllo di vicinato e trasmettere segnalazioni puntuali alle Forze dell’Ordine con le quali collaboriamo in stretto contatto e che, come noi, ritengono il chiosco un punto strategico insostituibile. L’efficacia del presidio è dovuta dalla giusta ubicazione del chiosco e dalla morfologia strutturale di questo che presenta tutta le pareti in vetro. Dall’altra parte del piazzale questa visuale viene meno. Sostenere che la nuova sede abbia la «medesima visibilità» solo perché si trova sul lato opposto della piazza confonde dunque la visibilità della sede con la capacità operativa di osservazione del territorio.
«Non contestiamo il valore del recupero del Cinema Principe. Contestiamo l’idea che la riqualificazione possa essere invocata come formula autosufficiente, senza dimostrare in che modo la nuova destinazione del chiosco migliori davvero la sicurezza e senza tutelare il patrimonio di relazioni costruito dal volontariato. Una città più viva e sicura - conclude l'associazione - nasce dalla collaborazione tra cultura, attività economiche, residenti e associazioni, non dalla sostituzione di un presidio sociale con una promessa ancora priva di contenuti verificabili'.




