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Seta, la Cisl esulta: 'Per gli autisti iscritti al nostro sindacato niente tassa sulla stanchezza'

Seta, la Cisl esulta: 'Per gli autisti iscritti al nostro sindacato niente tassa sulla stanchezza'

La conciliazione raggiunta recentemente davanti al giudice del lavoro di Modena premia gli iscritti all Fit Cisl


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'È una vittoria della Fit Cisl e una grande conquista per i nostri iscritti: abbiamo difeso la loro busta paga e impedito che un meccanismo profondamente penalizzante in caso di sinistri potesse mangiare una parte enorme del premio di risultato'. Così Aldo Cosenza, leader della Fit Cisl Emilia-Romagna, commenta la conclusione della vertenza sul premio degli autisti Seta, scattata coi referendum del sindacato lo scorso aprile.
La conciliazione raggiunta recentemente davanti al giudice del lavoro di Modena mette, infatti, un punto fermo: agli autisti iscritti alla Fit Cisl non sarà applicata la modifica peggiorativa sottoscritta il 16 aprile 2026 da Seta con le altre organizzazioni sindacali e restano in vigore le regole, ben più vantaggiose, dell’accordo sul premio di risultato 2024-2026. 'È un risultato concreto, che entra direttamente nella busta paga dei lavoratori', prosegue Cosenza, segnalando che “Seta avrebbe potuto evitare tutto questo scegliendo fin dall’inizio il confronto. Ha invece preferito lo scontro. Noi non abbiamo arretrato di un millimetro e oggi il risultato è netto: il confronto sindacale non è una concessione dell’azienda e le regole che incidono sul salario vanno negoziate, non imposte. Continueremo a difendere con fermezza i nostri iscritti e i lavoratori che scelgono di affidarsi a un sindacato libero e responsabile”.

 

'La differenza economica è pesante.
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Il nuovo meccanismo voluto da Seta elimina le franchigie e prevede una decurtazione del 40% del premio spettante agli autisti – che vale in media circa 800 euro l’anno – già al primo incidente, indipendentemente dall’entità del danno, fino ad arrivare, successivamente, al 60%. Ecco perché la misura era stata ribattezzata ‘tassa sulla stanchezza’, ben sapendo che il carico di stress e straordinari cui sono sottoposti gli autisti diventano moltiplicatori del rischio di sinistri. Agli iscritti Fit Cisl resterà invece il sistema precedente: nessun taglio del premio finché l’autista resta entro due incidenti annui e 2.500 euro complessivi di danni; se viene superato uno dei due limiti, la decurtazione si ferma, comunque, al 20%. In sostanza, anche nello scenario peggiore Seta non potrà togliere più di un quinto del premio agli autisti iscritti Fit Cisl. È giusto essere precisi – continua Cosenza –: la conciliazione non è una sentenza di condanna di Seta e non contiene un accertamento giudiziale di condotta antisindacale.
Ma il risultato sindacale è chiarissimo: abbiamo contestato quella modifica, non l’abbiamo firmata e oggi i lavoratori che hanno scelto Fit Cisl mantengono tutele molto più forti'.

 

La vicenda

La vertenza nasce dall’accordo sul premio di risultato 2024-2026, firmato nel marzo 2024 anche dalla Fit Cisl, che prevedeva precise franchigie sui sinistri e stabiliva che eventuali modifiche dovessero passare da un nuovo confronto. In mancanza di una nuova intesa, sarebbe rimasta in vigore la disciplina originaria. Nel 2026 Seta ha invece proposto di cancellare quelle tutele. Fit Cisl è stata l’unica organizzazione a non accettare la modifica e ha chiesto di far decidere direttamente gli autisti, cioè i lavoratori realmente interessati dal nuovo parametro.
A quella richiesta, secondo il sindacato, l’azienda ha risposto con una chiusura netta, contestando l’iniziativa Fit Cisl e ostacolando lo svolgimento della consultazione dei lavoratori. Mentre negava alla Fit Cisl la possibilità di organizzare serenamente il proprio voto, Seta sottoscriveva il nuovo accordo con le altre organizzazioni sindacali e consentiva successivamente lo svolgimento di un referendum confermativo. Il 21 aprile quasi 500 autisti di Modena, Reggio Emilia e Piacenza hanno partecipato alla consultazione promossa dalla Fit Cisl e hanno bocciato nettamente la nuova disciplina. A Modena il no raggiunse il 96%, nel Reggiano il 95%.
Da lì è partito il procedimento promosso dalla Fit Cisl ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori, poi chiuso con la conciliazione che
stabilisce la non applicazione dell’accordo del 16 aprile agli iscritti Fit Cisl.
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