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Fabio Romagnoli morto in carcere a Modena, la famiglia chiede nuove indagini

Fabio Romagnoli morto in carcere a Modena, la famiglia chiede nuove indagini

'Non concordiamo con la ricostruzione della Procura, le indagini non sono state esaustive e abbiamo fornito al giudice tutti gli elementi'


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'Chiediamo al giudice di disporre nuove indagini o di rinviare a processo direttamente. Non concordiamo con la ricostruzione della Procura, le indagini non sono state esaustive e abbiamo fornito al giudice tutti gli elementi. Il dato dei suicidi in carcere aumenta di anno in anno e i morti sono sempre più giovani. Questo è un caso che si poteva evitare, Fabio Romagnoli aveva già tentato il suicidio in un paio di occasioni e i familiari avevano evidenziato le sue condizioni'. Lo dice l'avvocato Luca Sebastiani, che insieme alla collega Stefania Pettinacci difende i familiari del 42enne trovato morto il 20 febbraio 2023 in carcere a Modena, a margine dell'udienza in cui si discute la seconda richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura sul caso. Il legale ha ricordato anche che in questi giorni è in corso l'astensione dei penalisti e le iniziative per denunciare il sovraffollamento carcerario.
Romagnoli fu trovato a terra, con accanto un fornellino a gas, dal compagno di cella e da un poliziotto penitenziario. Secondo la Procura morì per cause accidentali, mentre per la famiglia si suicidò e non fu fatto nulla per prevenirlo, nonostante i pregressi tentativi di suicidio. A marzo 2025 il giudice aveva respinto la prima richiesta di archiviazione e ordinato di disporre nuovi accertamenti, ma la pm Francesca Graziano ha concluso ancora una volta non ravvisando responsabilità. La famiglia del 30enne si è opposta.
Sentite le parti, il gip Andrea Scarpa si è riservato la decisione. All'udienza era presente anche il padre di Romagnoli, Michele, che ha ricordato, parlando con i giornalisti in tribunale a Modena, il figlio come 'un ragazzo allegro vivace, estroverso appassionato dell'Inter e della pesca'.

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