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Ancora fuochi d'artificio davanti al carcere di Modena, cittadini esaperati: 'Siamo alle solite, nessuno paga'

Ancora fuochi d'artificio davanti al carcere di Modena, cittadini esaperati: 'Siamo alle solite, nessuno paga'

Anche ieri sera 5 minuti di esplosioni, omaggio a detenuti eccellenti. Intervento delle forze dell'ordine ma autori in fuga. Dubbi sul funzionamento delle telecamere di videosorveglianza


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Il ricordo del recente incendio nel campo di grano, che aveva lambito anche le abitazioni vicine, distruggendo il giardino di una villa, è ancora vivo tra i residenti di via Sant’Anna a Modena. Un episodio che ha lasciato paura, tensione e la sensazione che la situazione attorno al carcere sia ormai fuori controllo. Ieri sera, poco prima di mezzanotte, quella paura è tornata a farsi sentire: tra le 23:30 e le 23:40 ignoti hanno sparato fuochi d’artificio per circa cinque minuti nel piazzale antistante la struttura penitenziaria, in quel gesto che comunamente interpretato come un omaggio provocatorio ad alcuni detenuti.

A raccontare la scena sono nuovamente i residenti, che descrivono una dinamica ormai abituale: un’auto che arriva, si ferma, esplosioni improvvise, poi la fuga. 'È sempre tutto uguale, sempre lo stesso copione. E noi qui, ogni volta, a chiederci cosa potrebbe succedere dopo, a perché in una strada stretta con solo due accessi, e coperta dal raggio di azione delle telecamere di videosorveglianza, non sia stato possibile, negli episodi precedenti, compreso quello del giugno scorso in cui i frammenti incandescenti caduti in un campo di grano, provocarono un vasto e pericoloso incendio, individuare gli autori.
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La pattuglia del 112 - testimoniano i residenti - è arrivata celermente, ma i responsabili erano già spariti. un residente l’abbiamo vista e descritta. Speriamo che almeno questa volta serva a qualcosa'.

A preoccupare maggiormente è il fatto che, nonostante gli episodi si ripetano da mesi, le telecamere di videosorveglianza installate da anni nella zona non sembrano aver prodotto risultati. 'È un mistero. Ci sono, le vediamo, ma non sappiamo se funzionano davvero perché non è stato fornito nessun riscontro anche rispetto ai precedenti episodi. Possibile che nessuno riesca a risalire a una targa, a un volto? Possibile che non si arrivi mai ai responsabili?'.

La paura generata dall’incendio recente ha cambiato il modo in cui i cittadini vivono questi episodi. 'Dopo quello che è successo, ogni botto ci fa sobbalzare. Non sappiamo più se sono fuochi d’artificio o qualcosa che può diventare pericoloso. Non è più una questione di rumore: è una questione di sicurezza', raccontano, chiedendo controlli più serrati e un presidio costante dell’area attorno al carcere.

Sul nuovo episodio di ieri sera, i residenti hanno presentato un esposto. 'Cinque minuti di fuochi d’artificio possono sembrare pochi, ma quando vivi qui diventano un segnale chiaro: qualcuno può fare ciò che vuole, quando vuole.
E noi siamo stanchi'.

Nella foto, il rogo del giugno scorso generato da frammenti di fuochi d'artificio lanciati e fatti esplodere nei pressi del carcere
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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