La Santa Messa è stata officiata dall'arcivescovo di Modena e Nonantola, monsignor Erio Castellucci, alla presenza delle autorità civili e militari, del personale della Polizia di Stato e di numerosi cittadini. A rendere ancora più significativa la ricorrenza è stata la partecipazione di delegazioni di studenti delle scuole del territorio, coinvolti nelle attività promosse dalla Questura per favorire l'educazione alla legalità e il rapporto tra giovani e istituzioni.
Per tutta la mattinata piazza San Francesco ha ospitato gli stand della Questura e delle diverse specialità della Polizia di Stato. Cittadini e bambini e ragazzi delle scuole elementari hanno potuto assistere alle dimostrazioni delle unità cinofile, conoscere da vicino il lavoro della Polizia Scientifica attraverso la ricostruzione di una scena del crimine e il rilevamento delle impronte digitali, oltre a salire a bordo delle Volanti e delle moto del reparto Nibbio. Particolarmente seguita anche l'esibizione della pattuglia della Squadra a cavallo.
Il questore, al nostro microfono, ha sottolineato il significato della ricorrenza come momento di incontro tra la Polizia e la comunità. 'La Polizia di Stato lo fa quotidianamente, ma in momenti come questi si apre ancora di più al cittadino e alla collettività. Abbiamo visto la presenza delle scuole che ci hanno accompagnato anche nella cerimonia religiosa'.
Il questore ha evidenziato come la festa di San Michele rappresenti 'un momento di unione, di riflessione e di vicinanza con le istituzioni, con la gente e con la collettività', ribadendo il ruolo della Polizia non solo come garante della sicurezza, ma anche come interlocutore attento delle comunità.
'La nostra è certamente un'attività di custodi della legalità, ma è anche un'attività di dialogo e di ascolto con le comunità', ha affermato. 'Solo così riusciamo a entrare meglio nei territori, comprenderne i disagi e i problemi e svolgere al meglio quell'attività di prevenzione che rappresenta uno degli aspetti più importanti del nostro lavoro'.
Un ringraziamento è stato poi rivolto alle donne e agli uomini della Polizia di Stato modenese e alla cittadinanza.
Una celebrazione che, anche quest'anno, ha voluto rafforzare il legame tra la Polizia di Stato e i cittadini, confermando l'importanza della presenza sul territorio, dell'ascolto e della collaborazione come strumenti fondamentali per costruire ogni giorno la sicurezza.



