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Carcere di Modena, la marcia dei penalisti: 'Meno sovraffollamento e più reinserimento equivale a sicurezza per tutti'

Carcere di Modena, la marcia dei penalisti: 'Meno sovraffollamento e più reinserimento equivale a sicurezza per tutti'

Breve corteo in strada Sant'Anna poi si tiene con interventi davanti alla casa circondariale. 'Qui diritti fondamentali negati'. L'invito alla politica colto solo dal PD presente con Stefano Vaccari e Rossella Giulia Caci


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Alcune decine di avvocati penalisti di Modena hanno risposto all'appello della locale Camera Penale partecipando, oltre alla astensione dalle udienze per tre giorni, anche all'iniziativa conclusiva proposta dal presidente Gianpaolo Ronsisvalle, ovvero un corteo lungo strada Sant'Anna e un presidio davanti alla casa circondariale di Modena. Al centro della mobilitazione la sensibilizzazione sul sovraffollamento problema ormai cronico, delle condizioni detentive, delle garanzie difensive e la necessità di riaprire un confronto pubblico su temi spesso considerati impopolari tra cui le criticità nell'applicazione del codice rosso, sul fronte degli indagati. Una marcia ed un presidio ai quali ha aderito una rappresentanza del Partito Democratico, composta dal parlamentare Stefano Vaccari e dalla responsabile sicurezza del PD provinciale Rossella Giulia Caci. 'Erano state invitate ad aderire tutte le forze politiche, qui oggi sono presenti gli esponenti del PD' - ha sottolineato Ronsisvalle aprendo il presidio.

'Oggi è l'ultimo giorno di astensione dalle attività degli avvocati penalisti in tutta Italia e noi, simbolicamente, abbiamo voluto promuovere questo cammino degli avvocati e della cittadinanza verso un luogo dove riteniamo si possa affermare che i diritti sono negati, i diritti più basilari. Non volevamo una manifestazione chiusa tra addetti ai lavori ma un momento di confronto pubblico.
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Il carcere riguarda tutti, non soltanto chi vi lavora o chi vi è detenuto'.
Ronsisvalle ha poi ricordato la visita effettuata dalla Camera Penale all'interno della struttura modenese. 'Quest'estate abbiamo visitato il carcere di Modena e abbiamo trovato una struttura fatiscente. Mancano operatori, mancano risorse, mancano figure essenziali. È un luogo nel quale troppo spesso i diritti fondamentali delle persone vengono garantiti grazie all'impegno di volontari e associazioni. Quando parlo di volontà mi riferisco a chi svolge un'attività parastatale straordinaria a sostegno delle persone detenute. Il rischio è che diritti che dovrebbero essere garantiti dalle istituzioni finiscano per dipendere esclusivamente dalla generosità dei singoli'.
Il presidente ha inoltre ribadito che la protesta riguarda anche il rispetto delle garanzie processuali. 'La Camera Penale ha aderito convintamente all'astensione nazionale perché al centro vi è il rispetto dei diritti dei detenuti e delle garanzie nel processo. C'è poi un tema che per noi è fondamentale: il diritto di difesa. Gli avvocati devono poter parlare con i propri assistiti nella certezza assoluta della riservatezza. Negli ultimi mesi in Italia si sono verificati episodi che hanno suscitato forte preoccupazione e noi vogliamo che su questo punto non esista alcuna ambiguità.
Il colloquio tra difensore e assistito è inviolabile e tale deve rimanere'. Rispetto al Codice Rosso 'noi crediamo fermamente nella tutela della vittima del reato e nella necessità di proteggerla. Tuttavia riteniamo che la ricerca della verità debba sempre passare attraverso il contraddittorio. Troppo spesso abbiamo assistito a casi nei quali da un'accusa si è passati rapidamente a misure cautelari anche molto afflittive e successivamente si è arrivati ad assoluzioni. L'ascolto dell'indagato nelle fasi iniziali del procedimento può offrire agli investigatori un quadro più completo della situazione e contribuire a una migliore tutela di tutti gli interessi coinvolti, compresi quelli della presunta vittima. Noi difendiamo il Codice Rosso, difendiamo le vittime, ma difendiamo anche i diritti degli indagati perché è questo il compito dell'avvocatura'.


Nel corso del presidio è intervenuto anche l'avvocato Luca Brezigar. Tra i punti sottolineati nel suo intervento il carattere indipendente della mobilitazione. 'Non siamo figli di nessun governo e non facciamo battaglie di parte. Basta leggere la delibera di astensione, che è molto lunga e affronta una molteplicità di questioni. Ci sono temi che riguardano promesse fatte e non mantenute, ci sono questioni legate alle intercettazioni, alla tutela della riservatezza dei colloqui tra detenuti e avvocati, alla trasparenza che abbiamo chiesto
con forza su vicende che hanno riguardato altre realtà italiane e che ancora oggi non hanno trovato pieno chiarimento'.

L'avvocato Luca Brezigar ha insistito sul ruolo delle Camere Penali come organismo di tutela dei cittadini. 'Non smetterò mai di ripeterlo: noi non siamo un sindacato. Chi sceglie di aderire alle Camere Penali territoriali o all'Unione delle Camere Penali Italiane lo fa per difendere i diritti dei cittadini e non le proprie tasche. Quando ci battiamo per il rispetto delle garanzie processuali, per la segretezza dei colloqui o per condizioni detentive dignitose, non lo facciamo nell'interesse degli avvocati ma nell'interesse della collettività. Credo che proprio questa sia la forza dell'Unione delle Camere Penali e la ragione per cui queste battaglie continuano ad avere valore'.

 

Tra gli interventi anche quello dell'avvocato Enrico Fontana, che ha richiamato il valore del messaggio contenuto anche nello striscione che ha accompagnato la marcia: Meno sovaffollamento, più inserimento = sicurezza: 'Oggi è facile parlare a livello politico, sicurezza. È molto più difficile parlare di sovraffollamento e di reinserimento. Sono concetti che, per la pancia della gente, vengono percepiti come contrari alla sicurezza. In realtà non è così. Non sono termini in contrasto con la sicurezza ma ne rappresentano la base. Se una persona esce dal carcere senza aver avuto alcuna possibilità di recupero, senza percorsi di reinserimento, senza dignità e senza opportunità, il problema della sicurezza non viene risolto ma semplicemente rinviato. Per questo abbiamo voluto portare questo messaggio fuori dal carcere e dentro la comunità'.

'Il Partito Democratico sostiene questa manifestazione perché individua temi sui quali da tempo proviamo a costruire proposte concrete', ha dichiarato Vaccari. 'Parliamo di pene alternative, di sicurezza all'interno degli istituti penitenziari, della tutela della polizia penitenziaria e del sostegno agli operatori sanitari. Sono tutti aspetti che incidono direttamente sulla qualità della vita nelle carceri e sulla loro capacità di svolgere la funzione prevista dalla Costituzione' - ha dichiarato il parlamentare PD Stefano Vaccari. 'Anche nel carcere di Modena ci troviamo davanti a una situazione di invivibilità e, per certi aspetti, di vera inciviltà. È arrivata una nuova direttrice a scavalco che dirige già il carcere di Parma, manca il dirigente della polizia penitenziaria dalla fine di agosto e nel frattempo il sovraffollamento continua a crescere. Sono problemi che richiedono risposte immediate perché il carcere non può essere semplicemente un luogo di contenimento. Se si perde la funzione rieducativa prevista dalla Costituzione si perde anche la capacità di produrre sicurezza per la società'.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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