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Energia, Cisl: 'Comuni alla canna del gas, i parlamentari modenesi non li lascino soli'

Energia, Cisl: 'Comuni alla canna del gas, i parlamentari modenesi non li lascino soli'

Papaleo: 'Serve clausola energetica per proteggere i bilanci dallo shock delle bollette'


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“Questo è un appello che rivolgiamo a tutti i parlamentari eletti nel Modenese: in modo bipartisan pongano con urgenza la necessità di una clausola energetica che protegga i bilanci dei Comuni dal rischio della mazzata portata dal costo di luce e gas. L’energia non ha colore politico e nemmeno le scuole, le palestre o le biblioteche. Dobbiamo tenere accese le nostre comunità”.

Così Rosamaria Papaleo, leader della Cisl Emilia Centrale, torna a mettere al centro il pericolo che incombe sui conti degli Enti locali e della Provincia qualora il prezzo dell’energia non dovesse rientrare.

Il sindacato modenese sollecita l’apertura di un paracadute, partendo da una certezza: 'Le previsioni di spesa per riscaldare, illuminare e far funzionare i servizi sono impressionanti. Lasciare soli i territori significa prima o poi presentare il conto ai cittadini, già colpiti dall’inflazione e dal caro bollette'.

Per capire l’ordine di grandezza del problema, una rielaborazione dei dati Siope ha registrato nel 2022, per il sistema degli enti locali modenesi – Comuni, Provincia e Unioni – pagamenti di cassa per oltre 50 milioni di euro tra elettricità, gas e contratti di illuminazione pubblica.


Intanto i numeri del mercato sono impietosi: nella rilevazione del 25 settembre l’Italian Gas Index del Gestore dei Mercati Energetici è salito a 79,26 euro al megawattora, contro i 33,73 euro di un anno prima: circa +135%.

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Per l’elettricità, il prezzo medio all’ingrosso (Pun Index Gme) del 25 settembre è stato di 204,19 euro al megawattora, contro i 106,19 euro del 25 settembre 2025: circa +92%.

Basta guardare alla Provincia di Modena. L’Ente gestisce l’edilizia scolastica superiore di 30 istituti: oggi gli studenti utilizzano 62 edifici scolastici e 25 palestre. Quando fu affidato, il Servizio Energia riguardava complessivamente 88 edifici provinciali, prevalentemente scolastici ma comprendenti anche strutture sportive, uffici, magazzini e aziende agrarie, serviti da 61 centrali termiche. Nel contratto attualmente in vigore per la gestione del calore il prezzo del gas viene aggiornato secondo i meccanismi contrattuali. Per l’annualità 2025-2026 il prezzo unitario utilizzato per gli acconti è stato aggiornato dagli 0,622182 euro al metro cubo offerti in gara a 0,938449 euro: circa il 51% in più. È la dimostrazione concreta di quanto impatti il rischio energetico sulle casse di un Ente.


Per questo la Cisl chiede di intervenire prima che il problema si trasformi in emergenza. Anche perché per gli Enti locali le leve sono limitate.

Un Comune può cercare di assorbire gli extracosti utilizzando una parte dell’avanzo libero di amministrazione, colpendo però un pozzo che è strategico per le manutenzioni attese dai cittadini. E poi l’avanzo non è un bancomat: una parte è vincolata, una parte accantonata e avere avanzo non significa necessariamente avere la stessa liquidità in cassa. Per i Comuni con tensioni di liquidità il problema è ancora più serio. Men che meno è realistico pensare di impiegare i tesoretti del Fondo crediti di dubbia esigibilità, che hanno tutti i Comuni, che proteggono i bilanci contro le entrate che rischiano di non essere riscosse.


'Ecco perché bisogna giocare d’anticipo, chiedendo ai parlamentari del territorio di lavorare per una clausola energetica che venga in soccorso a Comuni e Provincia. La scelta più rapida sarebbe un fondo nazionale di ristoro, da far scattare sui bilanci locali gravati da extracosti documentati al superamento di una determinata soglia di prezzo. Non possiamo aspettare che qualche Comune sia costretto a scegliere tra pagare le bollette e garantire i servizi', chiosa Papaleo.

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