'Agorà per l’Italia esprime la propria piena solidarietà a Francesca Albanese per gli attacchi politici e mediatici di cui è stata oggetto, in seguito alle dichiarazioni rilasciate a Modena sul caso El Koudri, riteniamo che tali attacchi siano strumentali e forzati. Interpellata sul crimine del 16 maggio, vicenda che ha profondamente colpito la città di Modena, Albanese ha semplicemente dichiarato di non averla seguita, ricordando di non vivere in Italia e di non poter conoscere tutti i fatti di cronaca del nostro Paese. Ha fatto, in sostanza, ciò che dovrebbe essere normale: ha evitato di esprimersi su un caso che ha ammesso di non conoscere sufficientemente, una posizione rispettabile in un momento i cui ci si è troppo abituati agli “influencer tuttologi” che si esprimono sullo scibile umano'. Così Agorà per l’Italia, Coordinamento Emilia Romagna-Modena.
'Da questa risposta, alcuni esponenti politici e organi di informazione hanno invece cercato di costruire un caso, arrivando a presentare la mancata conoscenza della vicenda come una dimostrazione di indifferenza nei confronti delle vittime o come il tentativo di sottrarsi a un argomento scomodo. Riteniamo questo collegamento del tutto arbitrario, Francesca Albanese era a Modena per intervenire al DIG Festival sui temi che riguardano la sua attività e il suo mandato internazionale.
Pretendere che debba necessariamente conoscere ogni grave episodio di cronaca avvenuto nella città nella quale viene invitata, per poi utilizzare una sua mancata conoscenza come strumento per delegittimarla, significa costruire artificiosamente una polemica per delegittimare la sua presenza a Modena, dove, come sempre, tantissimi cittadini sono venuti ad ascoltare le sue parole sull’industria del genocidio. Altrettanto forzato è attribuire un significato particolare al fatto che Albanese conoscesse il nome dell’avvocato Fausto Gianelli e alcuni attivisti palestinesi, difesi dallo stesso avvocato, conoscere una persona o un professionista non significa evidentemente conoscere tutti i procedimenti e tutte le vicende nelle quali quella persona è coinvolta - continua Agorà -. Ma la solidarietà di Agorà per l’Italia a Francesca Albanese va ben oltre questo singolo episodio, riconosciamo il coraggio con il quale Albanese porta avanti da anni la propria battaglia per l’affermazione del diritto internazionale e per la tutela dei diritti del popolo palestinese. Una battaglia che ha le ha causato conseguenze personali concrete e pesantissime, fino all’imposizione di sanzioni individuali da parte degli Stati Uniti di Trump, supporter dell’azione genocidaria del governo Netanyahu'.'Sul caso El Koudri riteniamo inoltre indispensabile continuare a distinguere la gravità indiscutibile dei fatti dalle interpretazioni politiche e giornalistiche relative al loro movente.


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