Secondo il sindaco occorre oggi un adeguamento del quadro legislativo nazionale, in grado di offrire strumenti sanzionatori efficaci ma dal valore fortemente educativo. 'Chi si rende responsabile di reati, di colpe gravi o meno gravi, deve poterne rispondere. Il che non significa buttarli tutti in galera. Può significare introdurre delle pene rieducative, come l'impegno e l'obbligo a svolgere lavori di pubblica utilità e socialmente utili, affinché vengano educati alla responsabilità'.
Infine, il sindaco ci tiene a tracciare una linea di demarcazione netta per evitare generalizzazioni: la grande maggioranza della gioventù modenese continua a studiare, impegnarsi e costruire positivamente il proprio futuro. 'Non confondiamo mai queste piccole minoranze con tutti i nostri giovani', conclude, 'ma per chi sbaglia un passo in avanti dal punto di vista normativo è ormai necessario'.
Sui fatti oggi è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle di Modena: 'Esprimiamo solidarietà a chi si è trovato coinvolto e chiediamo che l’episodio venga ricostruito fino in fondo, utilizzando le immagini delle telecamere e ogni altro elemento utile. Chi ha commesso reati deve essere individuato e assicurato alla giustizia. Serve un segnale forte e chiaro: il numero dei partecipanti non può diventare uno scudo per sottrarsi alle responsabilità individuali. Va inoltre verificato se episodi di questo tipo siano organizzati attraverso reti e contatti tra gruppi di ragazzi. Quando comportamenti simili coinvolgono molte persone e si sviluppano in più luoghi, non possiamo limitarci a considerarli semplicemente casuali. Se emergeranno responsabilità, dovranno essere perseguite secondo la legge. Dare una risposta ferma è importante anche per evitare fenomeni di emulazione: nessuno deve pensare che intimidazione, violenza o inciviltà possano diventare un modo per ottenere visibilità o sentirsi impuniti.


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