Gentile direttore,
ho partecipato al Consiglio di quartiere Quartiere 2 “Crocetta San Lazzaro” dello scorso 21 settembre sul drop-in della Sacca. Lo ritengo doveroso come consigliere comunale. La sala era strapiena, oltre ogni previsione, segno che è una questione che sta molto a cuore ai cittadini.
L'idea di dare spazio ai cittadini era ottima, però non ho apprezzato tante cose che ho sentito. Diversi tra i relatori intervenuti avevano un atteggiamento non empatico, si sono posti su un piano di superiorità, come chi sa già qual è la cosa giusta ed è venuto per insegnartela, anche con qualche battuta supponente.
Al contrario ho apprezzato la maggior parte degli interventi del pubblico. Tanti interventi, accalorati, intensi, ma nello stesso tempo sempre nel merito, citando fatti ed argomenti più che affermazioni generiche. Hanno portato testimonianze dirette ed argomenti puntuali per dire che una struttura del genere non può stare in una zona residenziale e a maggior ragione alla Sacca.
I cittadini hanno ricordato che tre mesi dopo l’apertura del contro c’erano 50 persone in più a dormire al parco XXII aprile, così come hanno portato altre esperienze di città, come Reggio Emilia. Solo un intervento ha portato un parere difforme.
Ho colto tra le righe un’accettazione del fenomeno tossicodipendenza.
La dottoressa dell’Asl ha detto che la tossicodipendenza è una malattia, né più ne meno che un tumore. Ma la tossicodipendenza non è una malattia. E’ una schiavitù in cui non sei libero, tanto che è difficilissimo uscirne.E avere una struttura in cui il tossicodipendente trova da mangiare e si lava gratis che messaggio lancia alla comunità intorno e alla persona stessa? Non è meglio proporgli di salire su un pulmino e portarlo per qualche ora in un posto lontano dal centro di spaccio e dalle case residenziali?
A chi amministra Modena lunedì sera è arrivato un messaggio forte e chiaro dai cittadini. Ma non pare sia stato raccolto. Purtroppo il comunicato stampa del Comune ha completamente ignorato questa sollevazione di popolo.
Andrea Mazzi - Capogruppo “Modena in ascolto”

